Summer il Love : " CEDRO ROSSO" (Prequel di Paradise Valley) di Patrizia Ines Roggero


OGGI E' L'ULTIMO APPUNTAMENTO CON I RACCONTI ROMANTICI DI SUMMER IN LOVE 2016 CHE CI HANNO ACCOMPAGNATO PER TUTTO AGOSTO. VI RINGRAZIAMO PER AVERLI LETTI, APPREZZATI E COMMENTATI IN TANTE. QUESTO ULTIMO RACCONTO, CEDRO ROSSO E' STATO PENSATO DA PATRIZIA INES ROGGERO COME IDEALE PREQUEL A UNA SUA TRILOGIA AMBIENTATA NEL WEST AMERICANO DI FINE OTTOCENTO... BUONA LETTURA!


Il fumo della pipa sacra scese per la gola e gli invase i polmoni, dolce nella sua miscela di tabacco e cortecce. Si sforzò di non tossire, ma fu inutile e non gli sfuggì l’accenno di sorriso che spuntò sul viso rugoso di Nuvola Rossa. Albert ne osservò il petto glabro segnato dalle cicatrici lasciate dalle battaglie e dai rituali, e si domandò cosa mai avessero visto quei piccoli occhi a mandorla, da quando i bianchi avevano iniziato a riversarsi nelle terre dei Lakota.
Non c’era quiete sul volto del capo, solo determinazione e fierezza.
«Passa la pipa, ragazzo.» La voce di suo padre gli fece distogliere lo sguardo da quello dell’indiano. «Ti sei incantato?»
«No, eccola» rispose, nel porgergli il calumet. Con fastidio, notò il fare divertito dei Lakota, dovevano pensare che quel giorno avesse la testa tra le nuvole. E l’aveva in effetti, da quando i suoi occhi si erano posati sulla ragazza giunta all’accampamento alcuni giorni prima. Non ne conosceva il nome, né sapeva chi fosse, ma non vedeva l’ora di lasciare il tipì del capo per andarla a cercare e perdersi ancora nel suo sguardo sensuale.
Quegli occhi scuri dal taglio esotico, la pelle ambrata, le lunghe trecce corvine… nessuna gli era mai parsa bella quanto lei.
«Vorrei uscire, posso?» domandò al capo Oglala nella lingua dei nativi. In risposta ricevette solo un cenno di assenso che ricambiò con un sorriso prima di lasciare il tipì.
L’aria tiepida del primo pomeriggio gli scompigliò i capelli, sgranchì le gambe, provate per averle tenute incrociate tanto a lungo, e drizzò le orecchie nel cogliere il vociare delle donne provenire dal fiume. Cauto si guardò attorno: non c’era nessuno nei paraggi, e si diresse verso la macchia d’alberi lambita dalle acque. Non osava immaginare quale punizione avrebbe subito se lo avessero sorpreso a spiare le ragazze intente a fare il bagno, ma non ebbe nemmeno il tempo di pensarci, che già se ne stava nascosto dietro un albero con gli occhi incollati al corpo ambrato della ragazza rea d’avergli rapito il cuore.
I capelli lisci e neri le sfioravano le natiche sode celate appena dall’acqua. Lasciò scivolare lo sguardo sul profilo sensuale, il bel seno baciato dal sole, i capezzoli scuri, le curve armoniose... Deglutì a vuoto, rapito dall’eccitazione dei sensi, dalla voglia di udirne la voce, di conoscerne il nome.
«Ti dovrei prendere a legnate per averti sorpreso a spiare le ragazze!» tuonò la voce della matrigna alle sue spalle.
«Non stavo spiando.» L’inutile bugia gli costò uno scappellotto sulla testa. Sungleska però pareva più divertita che arrabbiata.
«Se ti avesse scoperto uno degli uomini, avresti passato dei guai. Sei un bianco, ricordatelo; anche se sei il figlio di mio marito, nessuno di loro sarebbe felice di vederti ronzare attorno alle loro donne.»
La matrigna fece per andarsene, ma lui la trattenne per un braccio.
«Io la voglio conoscere...»
«Conosci già tutte le ragazze dell’accampamento e nessuna è interessata a te.»
«Non conosco lei» insistette, nell’indicare la sola ancora in acqua.
«Chi, Ha-Te-Wi?» Sungleska scosse la testa e si lasciò andare a una risata colma di rassegnazione. «Suo padre ha in mente un matrimonio con uno dei guerrieri, non certo con il figlio di un colono. Mi dispiace, Albert, sarà meglio che tu faccia come tuo fratello: fai venire una moglie bianca da una delle vostre città e accontentati di quella.»
«Non mi accontenterò di avere un corpo con il quale sfogarmi di tanto in tanto. Io sposerò la donna che desidero, quella che potrò davvero amare.» Le rivolse uno sguardo supplicante. «Mi aiuterai a conoscerla? Dopotutto tu hai sposato un bianco.»
Il modo in cui lei sbuffò gli fece intendere di aver colpito nel segno.
«E va bene. Stasera inviterò lei e suo padre nella nostra tenda.» Liberò il braccio dalla presa in cui lui ancora la teneva e gli rivolse un’occhiataccia. «Quando ho sposato Nathan, ero vedova con due figlie piccole e mio padre non si oppose, altrimenti sarei andata in moglie a un Lakota.»
«E saresti stata più felice?»
«Che sciocchezze! Amo tuo padre e voi ragazzi. Ti ho cresciuto fin dalla culla, sei un figlio per me e non voglio vederti soffrire per una donna che ti rifiuterà.»
«E tu sei la sola madre che ho conosciuto.» Le stampò un bacio sulla guancia. Per lui era fin troppo facile far breccia nel cuore di Sungleska. «Mi hai insegnato tutto ciò che so su questa gente e le loro usanze, parlo il Lakota tanto quanto Nuvola Rossa, sono certo che il padre di Ha-Te-Wi mi apprezzerà... e anche lei. Non sono cieco, vedo come mi guarda.»
«Lo spero per te. Lo sai, Wambli Sapa non è un uomo che si conquista facilmente.»
Forse non lo era, si disse, caparbio, ma lui ci sarebbe riuscito.

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QUESTO E' L'ULTIMO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2016... NEI PROSSIMI GIORNI  VI CHIEDEREMO DI VOTARE I RACCONTI CHE VI SONO PIACIUTI DI PIU' PER ELEGGERE IL RACCONTO PREFERITO DALLE LETTRICI. PERCIO' AVETE ANCORA UN PO' DI TEMPO PER LEGGERLI TUTTI E VOTARE...

Ricordate di commentare i racconti, libri a sorpresa in palio per voia fine votazione!


IL CONTRATTO ( The Campus Series #1) di Elle Kennedy (Newton Campton)-> Recensione

IL CONTRATTO
Autrice: Elle Kennedy
Titolo originale: The Deal
Genere:  New Adult
Ambientazione: Massachusetts ? (USA)
Pubbl. originale: Elle Kennedy, febbraio 2015, pp.342
Pubblic. Italiana: Newton Compton, 5 agosto 2016, pp. 385
Parte di una serie: 1° Off-Campus Series
Livello sensualitàALTO
Disponibile in ebook? Sì, €4,99

TRAMA: Hannah Wells è una studentessa modello. Una di quelle ragazze intelligenti che al college non godono di nessuna popolarità. Ora si è presa una bella cotta per il ragazzo più fico della scuola, ma c’è un problema: per lui Hannah non esiste. Come fare per farsi notare?
Garrett Graham è un bad boy, ed è anche uno dei ragazzi più popolari della scuola, grazie alle sue imprese sul campo da hockey. Ma le speranze di un grande futuro rischiano di andare in fumo perché i suoi voti sono troppo bassi. Avrebbe bisogno di un aiuto per superare l’esame finale e poter diventare un giocatore professionista…E allora è naturale che i due stringano un patto. Hannah sarà la tutor di Garrett fino alla fine dell’anno. In cambio, Garrett fingerà di uscire con lei per accrescere la sua fama: a quel punto tutti la noteranno di sicuro. Ma qualcosa va storto e quel bacio in pubblico, tra Hannah e Garrett, non sembra poi così falso…

I never expected her. Sometimes people sneak up on you and suddenly you don’t know you ever lived without them.
*Recensione basata sulla lettura del libro in originale.
Mi auguro che la Newton abbia fatto un buon lavoro con la traduzione di questo libro (meglio che con la copertina, che non mi piace gran che) perchè IL CONTRATTO è proprio un bell'esempio del genere N/A con tutte le cose giuste al posto giusto, non una virgola in più o in meno. Mi sono molto divertita a leggerlo. 
Avete presente quei film romantici americani che hanno come protagonisti giovani universitari? Questo libro potrebbe essere la sceneggiatura di uno di quei film: c'è la ragazza carina e studiosa non particolarmente in vista e nei 'giri giusti' che spasima di lontano per il bel giocatore di football, c'è lo sportivo figo che spezza cuori e che rimorchia a ripetizione, ci sono le feste dove la birra scorre a fiumi e i mal di testa del giorno dopo, ci sono i dormitori del college, le confraternite, gli esami di fine corso, gli studenti al primo anno che ancora non si sono ambientati e quelli  degli ultimi anni che si sono più che ambientati e si godono a pieno la vita universitaria. Non a caso  l'autrice ha scelto di chiamare questa serie, off-campus, riferendosi al fatto che il gruppo di protagonisti ha un appartamento all'esterno del campus universitario, come capita  agli studenti più anziani nelle università americane, ma in italiano la serie è diventata tout court 'The Campus Series', per cui il riferimento all' off si è perso per strada, amen.
I protagonisti  sono tutti studenti della Briar University (università fittizia che si capisce essere non molto distante da Boston) e  giocano a hockey per la squadra universitaria. Sono anche tutti dei gran fighi, inutile dirlo, particolarmente adorati e riveriti dalla componente femminile del campus. A Briar però, diversamente da altre università, anche gli sportivi devono guadagnarsi con lo studio il posto in squadra. Quando Garrett Graham, scopre di non aver passato un esame di filosofia etica a fine semestre, teme che il brutto voto abbia ricadute sulla sua presenza in squadra e sa di dover passare a tutti i costi l'esame di riparazione. Se solo la nuova docente non fosse così strana e pretenziosa...non si capisce cosa voglia... unica soluzione farsi aiutare da uno dei pochi che quell'esame l'ha passato... ed ecco che Hannah Wells entra all'improvviso nella vita di Garrett. Sarà lei ad aiutarlo a passare l'esame, costi quello che costi.
Hannah conosce Garrett Graham di fama e di vista, per averlo incrociato a lezione. Bel ragazzo troppo sicuro di sè, per giunta capitano della squadra di hockey, non c'è ragazza a Briar che non vorrebbe uscirci. Ma non lei. Lei al fascino sbruffone di Garrett preferisce di gran lunga quello di Justin, nuovo arrivato nella squadra di football, che lei adora di lontano perchè non ha mai avuto il coraggio di avvicinarlo. Questo perchè una brutta esperienza nel suo passato l'ha resa molto guardinga nei confronti degli uomini e perchè prima di tutto il suo interesse è diretto allo studio. Hannah è una studentessa di musica e canto, al momento completamente concentrata sul suo duetto canoro per il prossimo spettacolo della facoltà di musica che potrebbe farle ottenere, se vinto, le spese universitarie pagate per il semestre. Anche in questo Hannah e Garrett sono apparentemente distanti, lui è figlio di un ex campione di hockey di gran fama, non ha problemi economici, può viversi senza pensieri la sua vita universitaria, mentre Hannah ha alle spalle una famiglia che la ama e l'ha sempre sostenuta, anche nei momenti più bui, ma che non è abbiente e la sua permanenza a Briar dipende dalla sua borsa di studio, dai suoi buoni voti e dal suo lavoretto saltuario come cameriera in un caffè della zona. Perchè dovrebbe prendersi anche l'incombenza di aiutare nello studio un jock egocentrico e insopportabile? 
La motivazione gliela dà Garrett una volta scoperto per caso il suo debole: l'aiuterà a farsi notare da Justin se lei l'aiuterà a superare l'esame. Come dire no all'occasione di entrare nelle grazie del ragazzo dei suoi sogni? Hannah accetta il patto, ignara che non sarà Justin che  il destino ha in serbo per lei. Aiutando Garrett nello studio, infatti, la ragazza si accorgerà di avere a che fare con una persona molto diversa da quello che pensava, e  a poco a poco, conoscendosi in modo spontaneo, non avendo inizialmente mire sentimental/sessuali l'uno sull'altra, i due scopriranno di stare bene insieme, superando i pregiudizi iniziali  fino ad arrivare a un punto in cui l'amicizia si trasformerà in qualcosa di molto più forte ed esclusivo e in cui la reciproca attrazione sarà irresistibile. Allora Garrett sentirà che il suo non volere storie serie che lo distolgano dall'hockey non sarà più un diktat così categorico, mentre Hannah capirà la differenza fra un'infatuazione e un amore basato su un vero rapporto di stima/tenerezza/comprensione/ fiducia reciproche  a cui abbandonarsi senza paura. Non sarà però tutto rosa e fiori quello che Hannah e Garrett dovranno affrontare in questa storia (non approfondisco per lasciarvelo scoprire da sole), ma anche in questo caso sarà proprio l'amore alla fine a dare a entrambi la forza di cambiare e voltare pagina

A guardar bene, non c'è niente di particolarmente nuovo in questo romanzo, ci sono situazioni e problematiche già lette e rilette in altri N/A, ma qui il già conosciuto è trattato con mano sicura e senza sbavature.  Con abilità non certo da novellina (perchè questo è solo apparentemente un romanzo di semplice scrittura) la Kennedy riesce a gestire i tanti elementi della storia  con buon equilibrio, e pur essendo il primo libro di una serie, riesce a presentare tutti i personaggi, a metterne in luc ele potenzialità  senza per questo mettere in ombra i suoi protagonisti. La vicenda è raccontata al presente , in prima persona, con un' alternanza di punto di vista fra i protagonisti, con convincenti cambi di registro. I dialoghi non sono scontati e ci sono diversi scambi di battute davvero divertenti. Le caratterizzazioni sono curate e a ogni personaggio secondario è dedicato uno spazio, se pur piccolo, che aiuta a focalizzarne meglio la personalità. Unico neo, forse, è che certe situazioni e certe problematiche anche pesanti affrontate nel romanzo sono trattate in modo un po' superficiale, ma approfondirle meglio avrebbe probabilmente significato scrivere un altro tipo di storia, un altro tipo di romanzo.
Così com'è IL CONTRATTO è un libro leggero ma non sciocco, una storia ben scritta e veramente godibile fino all'ultima pagina, indipendentemente dall'età del lettore.
Elle Kennedy è stata davvero una bella scoperta e il New Adult, quando nelle mani giuste, si sta confermando genere piacevolissimo anche per chi ventenne non è più. 




THE CAMPUS SERIES
1. The Deal (2015) - Ed.italiana: IL CONTRATTO, Newton Compton, agosto 2016 - Garrett e Hannah
2. The Mistake (2015) - Logan e Grace
3. The Score (2016)
Dean e Allie
4. The Goal (2016)- Tucker e Sabrina

L'AUTRICE
Elle Kennedy è cresciuta a Toronto, Ontario. Autrice di romanzi d’amore contemporanei, ha un debole per le eroine forti e gli uomini alfa, sensuali e determinati, e ama aggiungere pericolo e sesso qual tanto che serve per rendere tutto molto, molto più interessante.

VISITA IL SUO SITO:
 http://www.ellekennedy.com/


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Summer in Love: "UN GIORNO PERFETTO PER AMARE" di Sarah Bernardinello


INIZIO SETTIMANA E PENULTIMO APPUNTAMENTO CON SUMMER IN LOVE.  SARAH BERNARDINELLO CON UN GIORNO PERFETTO PER AMARE, CI REGALA UNA LUNGA STORIA ROMANTICA M/M DOVE NEW YORK FA DA SFONDO A UN RAPPORTO FRA OPPOSTI CHE SI ATTRAGGONO... A VOLTE ARRENDERSI ALL'AMORE PUO' SALVARE UNA VITA...BUONA LETTURA!


Tony posò la bolletta sul tavolo. Diavolo, non ci voleva. Non adesso.
L'appartamento non era questo granché, ma, adesso che uno dei suoi coinquilini se ne era andato, risultava più difficile riuscire a rientrare nelle spese.
Mark contribuiva con il suo stipendio settimanale, ma non poteva chiedergli soldi in più. Sapeva quanto costasse il college e l'amico faceva anche due lavori.
Doveva trovare un'altra soluzione.
Amber Walsh lo ingaggiava per un paio di serate al mese, forse avrebbe potuto  proporsi per qualche serata in più.
Non gli sorrideva l'idea, alcuni clienti erano piuttosto esigenti, ma doversi trovare un terzo lavoro rischiava di lasciargli sempre meno tempo per lo studio. Era già abbastanza faticoso tornare a casa la sera tardi, dopo aver servito ai tavoli e lavato i piatti e dopo una giornata intera passata a recitare o danzare.
Tony si passò la mano sulla faccia. Ricordava bene quando Amber gli aveva detto come il suo fascino mediterraneo colpisse la fantasia di chi lo incontrava: alto, moro e con gli occhi scuri, Tony era più che contento del proprio aspetto. Lo era meno quando si trattava di utilizzare quei doni per guadagnarsi da vivere.
Però il problema di fondo rimaneva: o trovava un altro coinquilino nel più breve tempo possibile o non gli rimaneva altro da fare che chiamare Amber e offrirsi in tutta la propria, incomparabile bellezza.
Allungò la mano e prese il telefono.
  
2

Nigel gettò via la penna, con stizza crescente.
«Hai di nuovo sbagliato le date, Tim. Che cazzo ti dice il cervello?»
In piedi, dietro la scrivania, Timothy Barnes sembrava avesse ingoiato la lingua. Almeno avesse sfoderato gli attributi. Se ne stava lì, a testa bassa, facendogli crescere la rabbia.
«Chiama il signor Arnold, inventati una scusa credibile per questo contrattempo
Tim alzò la testa, sorpreso, ma Nigel fece un sorriso sghembo. Più una smorfia, a giudicare dall'espressione dell'assistente.
«Poi mi aspetto che tu rassegni le dimissioni. Questo mese è la seconda... no, la terza volta che devo scusarmi con i clienti per le tue mancanze. Non ho intenzione di farlo ancora.»
«Ma, signor Howard...»
«Niente ma. Ho bisogno di una persona sveglia, non di un fantoccio che si atteggia ad assistente. Fa' quello che ti ho detto e poi va' da Kelly.»
Kelly Adams era la segretaria dello studio. Una volta che il ragazzo fosse andato via, le avrebbe chiesto di mettere un nuovo annuncio.
«Sì, signor Howard.» Il suo, tra poco ex, assistente raccolse l'agenda.
Non lo guardò uscire. Era stanco e furioso. Da quando quella specie di segretario personale era arrivato, non c'era stato giorno che non dovesse risolvere qualche guaio causato dalla sbadataggine del giovane. Guai che non poteva permettersi.
Era un professionista quotato, non un samaritano. Lavorava sodo ed esigeva il massimo dai suoi dipendenti.
L'interfono trillò, strappandolo a quei pensieri per niente allegri.
«Sì, Kelly?»
«Posso disturbarla un attimo?»
«Ma certo.»
Nigel si appoggiò di nuovo allo schienale, mentre la porta si apriva e la segretaria faceva la sua entrata, reggendo un vassoio con due tazze e un piattino di biscotti.
Le fece posto sulla scrivania, appena un po' sorpreso.
«A cosa devo...»
La donna sorrise. Sulla cinquantina, rotondetta, sfoderava quei sorrisi nei momenti più impensati, contagiando chiunque. Lavorava con lui da quasi dieci anni.
«Ha licenziato Thimoty?»
«Gli ho detto di rassegnare le dimissioni.»
Lei alzò le spalle. «È lo stesso, alla fine.»
Gli tese la tazza di caffè e i biscotti.
«Non è il momento, Kelly» tentò lui, ma la segretaria lo inchiodò con i suoi occhi scuri.
«Non è uscito a mangiare e non sono arrivati garzoni. Presumo sia a stomaco vuoto da stamattina. Mangiare un biscotto non le ruberà troppo tempo. Inoltre, lavora troppo e si vede.»
Nigel fece per ribattere, ma si si trattenne. Non aveva senso confermare l'ovvio. Kelly aveva ragione. Esigeva il massimo dagli altri, ma non prima di averlo preteso da se stesso.
Prese un biscotto alle nocciole e lo sbocconcellò, prima di bere un sorso di caffè.
«Devo mettere un annuncio per un assistente?»
Quella donna doveva leggergli nella mente.
«È meglio» disse, dopo aver terminato il caffè.
Kelly finì il suo e raccolse le tazze.
«Mi metto subito al lavoro.»
Nigel annuì. Se avesse trovato un assistente capace la metà della signora Adams, si sarebbe detto soddisfatto. Peccato che finora fosse già il terzo che aveva dovuto licenziare. O costringere a dare le dimissioni.
Il suo telefono personale squillò, mentre Kelly faceva un gesto di saluto e usciva dall'ufficio.
Guardò il numero, mentre un lieve sorriso gli stirava le labbra.
Accettò la chiamata, mettendo in vivavoce.
«Amber. Felice di sentirti. Come stai?»
«Nigel, tesoro. Benissimo e tu? Lavori sempre come un mulo?»
Nigel scosse la testa. Amber Walsh non era famosa per la sua diplomazia.
«Sempre.» Si rilassò appena contro lo schienale. «Scommetto anche tu. O, perlomeno, i tuoi dipendenti.»
«Il lavoro va bene. Molto bene, in realtà.»
Nigel aggrottò la fronte. Aveva l'impressione che Amber non lo avesse chiamato solo per salutarlo.
«C'è qualcosa che non va, Amber?»
«Perché me lo chiedi?»
«Perché ho questa impressione.»
Ci fu un lungo silenzio dall'altra parte, tanto che Nigel pensò fosse caduta la linea. Stava per prendere lo smartphone, quando lei parlò.
«Possiamo vederci stasera, dopo le sei? Avrei bisogno di chiederti un favore.»
«Un favore? A me? Basta che tu non mi voglia assumere nella tua agenzia.»
Sentì una risata, che lo fece sorridere a sua volta.
«Saresti molto richiesto, signor Howard. Con quei tuoi capelli brizzolati e quegli occhi azzurri, hmmm... avrei la fila fuori della porta.»
Nigel si concesse una lieve risata. L'immagine evocata dalle parole di Amber era così divertente che non poté farne a meno.
«Solo se i clienti sono giovani e aitanti, Amber.»
Uno sbuffo e una risatina.
«Si potrebbe fare.» Seguì un breve silenzio, prima che lei riprendesse. «Ci sarai, allora?»
Sembrava... ansiosa.
«Ma certo. Dopo le sei. Facciamo da Hudson's?»
«Fanno un aperitivo pazzesco. Vada per Hudson's. Un bacio, Nigel. A dopo.»
La telefonata si concluse e Nigel sfiorò lo schermo.
Era davvero perplesso. Amber sembrava preoccupata e il fatto che la sua amica lo fosse preoccupava anche lui.
Si pizzicò la radice del naso: era inutile lambiccarsi il cervello. Doveva lavorare. Ci avrebbe pensato quando l'avesse vista. Gettò un'occhiata alla sveglia sulla scrivania.
Aveva altre tre ore, prima di incontrare Amber.
Si rimboccò le maniche e si alzò: il tavolo da lavoro lo attendeva.
  
3

Amber era seduta a un tavolo d'angolo. Quando lo vide entrare, gli fece un cenno con la mano e Nigel le si avvicinò.
Si chinò a baciarla su una guancia, prima di prendere posto a sua volta.
«Scusa il ritardo. Hai già ordinato?»
Lei scosse la testa e Nigel fece un cenno alla cameriera, tornando a guardare l'amica.
«Tutto bene?»
Il bel volto di Amber si aprì in un sorriso.
«Benissimo, per quanto mi riguarda.»
La cameriera arrivò, sembrò illuminarsi mentre lo guardava, umettandosi le labbra e sbattendo le ciglia. Quando lui la ignorò, raccolse le loro ordinazioni con una faccia scura e si allontanò verso il bancone, mentre Nigel si appoggiava allo schienale della poltroncina, sotto lo sguardo corrucciato di Amber.
«Che c'è?»
«Sei sicuro di essere gay?»
«Come lo sono di essere qui insieme a te.»
Lei fece un gesto con la mano. «Hai distrutto quella povera ragazza.»
Nigel alzò gli occhi al cielo. «Oh, andiamo. Le donne non mi interessano, non in quel modo.»
«Potevi almeno essere gentile.»
«Lo sono stato. Ho detto grazie.»
Amber ridacchiò. «Sei il solito.»
«Per questo mi vuoi bene.»
«Credo di essere una delle poche.»
Nigel ripensò al suo ex assistente e a quelli prima di lui e non poté che assentire.
La cameriera portò i cocktail e alcuni piattini con finger food e patatine, poi si eclissò. Niente ammiccamenti o sbattere di ciglia, questa volta.
Nigel bevve un sorso, dopo aver fatto tintinnare il bicchiere contro quello dell'amica, poi la guardò in faccia.
«Allora, che succede?»
«Subito al sodo, eh?» sbottò lei, prendendo una tartina con acciuga.
«Non vado matto per i preliminari.»
Amber tossì. «Avvertimi quando vuoi fare una battuta a sfondo sessuale.»
Nigel sorrise appena. Erano secoli che non usciva con qualcuno, le sue erano davvero solo battute. Aveva troppe commissioni in quel periodo, non aveva tempo né per una relazione né per rimorchiare in qualche bar.
A dirla tutta, l'età si faceva sentire, qualche volta, soprattutto quando era stanco morto dopo una giornata di lavoro.
«A che stai pensando?»
«A niente» mentì. Ci mancava solo che fosse lei a combinargli un incontro. Capacissima di farlo, se avesse saputo della sua solitudine auto imposta.
«Di cosa volevi parlarmi?» Meglio accelerare, forse avrebbe potuto finire la pianta dell'albergo quella sera stessa.
Amber deglutì il boccone e bevve un sorso di liquido arancione, prima di asciugarsi la bocca con il tovagliolino, stando bene attenta a non sbavare il rossetto.
Nigel aggrottò la fronte: quella non era l'amica del college. La Amber che conosceva si sarebbe buttata a blaterare aggiungendo una serie di imprecazioni. Questo quando non era immersa nel suo ruolo di maîtresse 2.0.

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TI ASPETTIAMO GIOVEDI' 28 AGOSTO PER L'ULTIMO RACCONTO ROMANTICO DI SUMMER IN LOVE 2016... NON MANCARE!
Ricordati di commentare i racconti!

NOTTI MESSICANE di Ornella Albanese

Autrice: Ornella Albanese
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Messico
Editore: O.Albanese,  13 luglio 2016, pp. 118
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook: solo in ebook,€ 2.49

TRAMA:Una spedizione archeologica nella giungla del Chiapas, alla scoperta delle antiche vestigia Maya. Il capo della spedizione, l'archeologo Derek Hemmings, non si aspetta che l'aiuto che ha richiesto sarà una donna, e per di più caldamente segnalata dal professor Arroyo. Tutti nell'ambiente sanno cosa significhi una “calda” segnalazione di Arroyo e lui è davvero infuriato. Poi arriva Kimberly Cox ed è facile capire che niente sarà più lo stesso. Per la spedizione, per gli uomini della squadra, ma sopratutto per lui.

QUESTO LIBRO POTREBBE PIACERVI PERCHE'...

Questo è un  racconto che si fa presto a leggere, sia per la bella penna della Albanese, sia perché è piacevole trascorrere con un sorriso sulle labbra il tempo dedicato a questa vicenda. Tra Kimberly e Derek, al primo incontro, scoppia il colpo di fulmine e chiaramente nessuno dei due se ne rende conto. Lui è fidanzato, ma quell'elettricità che scoppietta quando si trova insieme a lei non riesce a capirla. Lei è un'archeologa che ai aggrega alla squadra già in campo a svolgere il lavoro e Derek è a capo di tutto. Dopo un viaggio a New York lui ritorna con la sua ragazza, Alison, ma è comunque attratto dalla bella Kimberly. Cosa succederà? E' evidente. Molte di noi conoscono questa autrice e quando si acquista un suo libro, si va a colpo sicuro. Mi è piaciuto molto, l'unica pecca è che ha un finale un po' frettoloso, ma l'ho accettato.Ne consiglio la lettura. Giudizio: 4/5 Interessante.



PUBBLICAZIONI  RECENTI DI ORNELLA ALBANESE

NOVELLA (112 pagine) - solo in ebook
Kevin Howard, avvocato di successo a Los Angeles, è un uomo molto affascinante. A lui le donne piacciono e per lui le donne fanno pazzie. Kevin, però, ha fretta di arrivare in alto e decide di sposare una ragazza insignificante solo per poter entrare nel prestigioso studio legale di suo padre. Ma la notte prima del matrimonio, in una misteriosa casa sulla spiaggia di Malibu, sarà una lunga, lunga notte. LEGGI QUI la ns recensione. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.
NOVELLA (118 pagine) - solo in ebook -
Honey Rabal, avvocato di successo a San Francisco, non si concede tregua fin quando non riesce a raggiungere i suoi obiettivi. Mille cose la uniscono a Dylan Benson, il suo ambizioso compagno, ma la loro vita prende una piega inaspettata. La malattia del padre, che lei odia, costringe Honey a tornare a Monterrey e a riaprire un capitolo della sua vita che credeva chiuso. E proprio a Las Hojas, nella casa della sua infanzia, sotto il cielo di smalto blu di Monterrey, scoprirà il valore delle radici e la forza di un amore imperioso e travolgente. LEGGI QUI la ns recensione.
Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

NOVELLA (188 pagine) - sia ebook che cartaceo. 
Cosa succede se un romanzo rosa diventa il protagonista di un romanzo rosa?Detta le regole, crea imprevisti e seduce completamente Lucrezia, che lo ha acquistato per noia e storcendo un po’ il naso. Così lei si trova a imitare la protagonista del libro che, guarda caso, ha il suo stesso nome. L’Altra Lucrezia diventa il suo spirito guida e le soffia all’orecchio di lasciare il fidanzato perfetto e di dire il primo no al suo capo, dopo anni passati a strisciare. Ma l’Altra Lucrezia, smagliante tra le pagine del romanzo, brancola penosamente se si misura con il mondo reale e nessuno dei suoi consigli sembra andare a buon fine.
Forse pitturare di azzurro mare le pareti di casa, potrà servire ad arginare il vortice degli eventi negativi?
O sarà la luna a operare il sortilegio, regalando un lieto fine persino più sfolgorante di quello di un romanzo rosa? Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE
Ornella Albanese è nata a Giulianova, in Abruzzo, e vive  nel centro storico di Bologna con il marito e i due figli. Ornella ha iniziato a pubblicare a sedici anni, collaborando alla narrativa di alcune riviste (Gioia, Bella, Milleidee) con una vasta produzione di racconti gialli e rosa. Anche attualmente scrive per Intimità romanzi brevi e a puntate. Dal 1997 ha pubblicato otto romanzi per la casa editrice Le Onde con lo pseudonimo di Alba O’Neal. Infine ha scoperto il Romance storico e così è cominciata la sua collaborazione con Mondadori e la conseguente pubblicazione di otto titoli nella collana I Romanzi. "Nelle mie storie", osserva l'autrice, " tutto si gioca sull’incertezza, perché sono convinta che l’attrattiva di una narrazione stia proprio nel fatto che i protagonisti si misurano, si inseguono e si combattono in sfide che non hanno certezze. Se l’amore, infatti, diventa sicuro e appagato, smette dal punto di vista letterario di essere interessante. Ed è in quel preciso momento che si conclude il romanzo."

VISITATE IL SUO SITO: www.ornellaalbanese.it
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BLOOD KISS di J.R.Ward - Black dagger Legacy #1 (Mondolibri) -> Recensione

Blood Kiss
Autrice: J. R. Ward
Genere:  Paranormal Romance
Ambientazione: Caldwell, USA
Pubbl. originale: Signet, dicembre 2015, pp. 415
Pubblic. Italiana: Mondolibri, 24 giugno 2016
Parte di una serie: 1°  Black Dagger Legacy, spin off della Confraternita del Pugnale Nero 
Livello sensualitàALTO
Disponibile in ebook? No

TRAMA: Nuovi volti e vecchie conoscenze ci accolgono alle porte di Caldwell, dove i vampiri vivono, combattono e si amano...  Sono passati due anni dagli assalti con cui i lesser hanno colpito l’aristocrazia dei vampiri di Caldwell e messo a dura prova la Confraternita. Ora l’ordine sembra ristabilito, ma in previsione di nuovi scontri Wrath e i Fratelli non vogliono farsi trovare impreparati. 
È tempo di selezionare una nuova classe di combattenti che protegga la razza e bisogna cominciare il prima possibile. Tra le reclute c’è Paradise, figlia di Abalone, il Primo Consigliere del Re dei vampiri, che, stanca di vivere sotto la campana di vetro dell’aristocrazia, ha deciso di mettersi alla prova. Un compito non facile, quando coloro che dovrebbero esserle amici si comportano come nemici e quando anche innamorarsi può diventare una questione di famiglia... 

Dopo aver rubato il cuore a migliaia di lettrici, Wrath & Co. tornano a far parlare di sé con un’altra, intrigante saga. Ci attendono nuovi protagonisti e vecchie conoscenze (Butch e Marissa innanzitutto), pronti a spalancarci le porte del mondo dei vampiri: rosso come il sangue e come la passione.



E brava Zia, questo è stato proprio carino! Ha la freschezza che ormai manca alla Confy principale, con tutte le sue sottotrame, ed è bello vedere cosa succede alle nostre coppie dopo, per non fossilizzarsi nel per sempre felici e contenti. Perché come spieghi bene nel libro, il vissero felici e contenti è tutto l'impegno che serve dopo l'essersi innamorati per conoscersi e trovare il modo di vivere insieme.

Non ti prendi punteggio pieno solo perché fin dall'inizio hai puntato sul colpevole dell'omicidio un faro da stadio, rendendo tutto un po' prevedibile ma per il resto tanta stima, soprattutto per Lassiter!! Voglio più Lassiter!! Più Lassiter per tutte! Lo amoooo!!! L'angelo è mitico e ora ho bisogno di The Beast in italiano, perché mi sono spoilerata abbastanza del libro per capire che ci riserverà grandi cose.

Tra i personaggi che introduci qui mi aspetto tanto da Peyton, che sembra il solito idiota adorabile, ma non è da sottovalutare: è un vero amico per Paradise, anche quando si comporta da cretino e soprattutto senza di lui lei e Craeg sarebbero ancora lì che pensano a come non traumatizzare il padre di Paradise con la loro relazione. Peyton ha preso una batosta non da poco in questo libro, vedremo cosa ne verrà fuori.

Ah... e potevi risparmiarti il titolo a Craeg alla fine, mi è sembrato esagerato, ma vabbé era l'happy ending e ci stava!
Godiamoci, in chiusura, un momento di grande splendore (letteralmente) dell'amato Lassiter:








QUESTO LIBRO SI PUO' AL MOMENTO REPERIRE IN ITALIANO SOLO IN CARTACEO PRESSO LE LIBRERIE MONDOLIBRI O SUL CATALOGO EUROCLUB/MONDOLIBRI, PER CHI E' SOCIO.

SE VI INTERESSA LEGGERE IL LIBRO IN VERSIONE ORIGINALE  LO POTETE TROVARE QUI

LA SERIE BLACK DAGGER LEGACY
1. Blood Kiss (2015) - ED. ITALIANA : BLOOD KISS, Mondolibri/ Euroclub, giugno 2016 - in ordine cronologico questo libro viene dopo The Shadow/ Le Ombre della serie Black Dagger Brotherhood - 
2. Blood Vow  (dicembre 2016)



VUOI SAPERNE DI PIU' SULLA CONFRATERNITA E SUI LIBRI USCITI IN ITALIANO? VAI ALLA NOSTRA PAGINA DEDICATA...

*****
L'AUTRICE 
Grazie alla sua serie della Confraternita del pugnale nero, J.R. Ward,è attualmente una delle più popolari autrici di paranormal romance made in USA. Ogni suo nuovo romanzo è unn best seller che vanta milioni di fan in tutto il mondo. J.R. WARD ( nome de plume di Jessica Bird, già autrice di romanzi ros a contemporanei) vive nel sud degli Stati Uniti, con un marito che la supporta in tutto e per tutto e il suo amato golden retriver.Dopo il diploma in legge, la Ward ha lavorato a Boston nel settore farmaceutico ed è stata per molti anni Capo Staff di uno dei centri medici accademici più in vista del paese, ma la scrittura è sempre stata la sua passione primaria e la sua idea di paradiso è un intero giorno da sola in compagnia del suo computer, del suo cane e della sua caffettiera.Potete visitare J.R. Ward sulla sua messageboard per avere informazioni sulla Balck Dagger Brotherhood o mandarle una mail al suo indirizzo jrw@jrward.com.L'autrice legge tutte le mail che le arrivano ma, a causa del grosso volume di corrispondenza, non sempre è in grado di rispondere, anche se apprezza tutta la gentilezza e il sostegno dei suoi lettori.

Il SITO DI JR WARD: http://www.jrward.com/


VI INTRIGA LA TRAMA DI QUESTO ROMANZO E VI PIACEREBBE LEGGERLO?  L'AVETE GIA' LETTO? COSA NE PENSATE? ANCHE QUESTO SPIN-OFF DELLA WARD E' VINCENTE? SIETE ANCHE VOI FAN DELLA CONFRATERNITA? QUALI LIBRI DELLA SERIE BDB SONO A VOSTRO PARERE INDIMENTICABILI? PARTECIPATE ALLA DISCUSSIONE.

Summer in Love: "VENTISEI" di Emiliana de Vico


SECONDO  APPUNTAMENTO DELLA SETTIMA CON UN NUOVO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2016. QUELLO DI OGGI CE LO REGALA EMILIANA DE VICO, CHE CON VENTISEI CI FA TORNARE CON LA FANTASIA ALLA SUA SERIE "ANIME IN GIOCO"... SARANNO QUESTI I PROTAGONISTI DEL SUO NUOVO LIBRO? IN OGNI CASO QUESTA STORIA SI LEGGE COME UN PIACEVOLE INIZIO DI STORIA D'AMORE FRA DUE CARATTERINI NIENTE MALE...BUONA LETTURA!


Mi hanno detto che sono un esperto nel prendere le palle vive, ma sono partito in ritardo di un secondo e il ventisei è già con il braccio verso l’alto. Sembra capace di sollevare la carrozzella con la sola forza dell’estensione corporea. Mi slancio, ma col cavolo che ce la farò. Resto fermo a guardare come palleggia e i passaggi precisi che la Spoleto SAS sa fare. Il ventisei al tredici, il tredici al quindici e il quindici al quattro.
«Muoviti, Francé, cosa diamine guardi!» urla Davide sorpassandomi. Gira su una sola ruota e si mette con le spalle al canestro. Tocca a me braccare il ventisei, ma mi sono lasciato disorientare e ora sono indietro.
«Dai, recupera.» Giacomo mi spinge con i castrors della sua carrozzina e solo allora mi avvicino all’area dove si sta svolgendo l’azione. Il ventisei tocca: è rivolto al canestro e con le mani indirizza la palla. Vuole il punto. E chi non lo vuole in una partita del campionato nazionale?
So che non dovrei farlo, ma mi avvento verso i giocatori, mi faccio spazio e da dietro attacco la carrozzina del ventisei. La sbilancio e quasi la mando a terra. Il fischio dell’arbitro è inevitabile. Il fallo da sfondamento era l’unica cosa che mi restava da fare, e l’ho fatto. Sento l’imprecazione del giocatore quando la palla se va libera. So cosa si prova a perdere un punto quasi conquistato.
Mi giro verso l’arbitro e aspetto di sapere quale sarà la nostra punizione. Anche se il fallo l’ho commesso io, l’intera squadra ne farà le spese.
Davide mi passa a fianco e mi guarda stupito. «A che gioco stai giocando, oggi? È basket in carrozzella non autoscontro. Datti una svegliata. Dio, ma ti sei fatto?» Ha quel viso giudicante che assume poche volte, ma quando lo fa ti fa sentire un verme.
Non gli rispondo. Non ho proprio giustificazioni. Quando agli avversari vengono concessi due tiri liberi stringo le mani sui corrimani. Ho i guanti inzuppati di sudore e mi viene voglia di slacciarli e buttarli a terra, ma non ho mai imparato a manovrare la carrozzina senza protezione. Perderei la presa e mi brucerei il palmo, così com’è successo a Davide, che ha calli su tutta la superfice della mano. Anche il ventisei guida la sua carrozzella senza protezione. Chissà com’è la sua pelle. Ispessita? Piagata? Screpolata e sporca?
«Fanne ancora di bravate inutili e ti faccio uscire» mi dice Davide, e si dispone per guardare i tiri liberi. La ola del pubblico inizia un attimo prima che la palla a spicchi compia la traiettoria verso il canestro. Il ventisei non sbaglia, e quando si gira ha un sorriso largo, mi sfotte facendomi l’occhiolino e alzando il sopracciglio.
Digrigno i denti. Il pubblico applaude fino a che ci disponiamo di nuovo ai nostri posti, poi torna silenzioso. Io sto vicino al ventisei, incollato alle sue ruote anteriori, a volte a quelle posteriori, più spesso al suo fianco. Gli giro attorno quando prova a fare le sue mosse, le blocco l’avanzata della carrozzella. Ci contendiamo un paio di palloni e poi lasciamo che gli altri contribuiscano alle sorti della partita.
«Vacci giù duro, ma pulito. Adottiamo lo schema di difesa provato agli allenamenti» mi sussurra Davide, nonché capitano della squadra, passando a una spanna da me.
Mi trovo madido già dai primi dieci minuti di gara. Il sudore si sente forte in campo. Quando il fischio dell’arbitro ci concede la pausa mi dirigo verso la nostra panchina. Qualcuno mi butta una bottiglia d’acqua.  La stappo, la bevo, un po’ me la verso addosso sulla canotta verde e nero.
«Francesco, ti faccio sostituire da Andrea? Oggi sei su un altro pianeta» mi chiede il capitano.
Lo guardo storto mentre butto alle riserve la bottiglietta mezza vuota. «Che diamine dici, Davide. Certo che no!»
«Allora tieni marcato quel il ventisei e non farlo tirare con la destra. È lento nei passaggi a sinistra ma ha una buona ripresa. È preciso, quindi cerca di tenerlo lontano dal canestro.»
Sono concentrato su ciò che Davide mi dice di fare, ma solo con le orecchie. Con il resto del corpo sono concentrato sul ventisei e osservo com’è attento alle parole del suo allenatore.
«Francé, cazzo, ci sei?» mi spinge per una spalla.
Torno con lo sguardo sul capitano. Il sudore gli scende da una tempia e lui se lo asciuga con una mano. Anch’io ho la fronte bagnata e una goccia mi scivola all’angolo dell’occhio. «Chi è? Non c’era tra i giocatori quando abbiamo visionato le partite della Spoleto SAS» domando facendo un cenno in direzione degli avversari.
«E che ne so. Può essere un giocatore in prestito, un nuovo acquisto, uno della panchina che ha guadagnato il posto da titolare. È un numero. È il numero da marcare. Il ventisei è tuo e non mollarlo neanche un secondo o ti sbatto fuori dal campo.»
Me lo dice a brutto muso e solo allora mi concentro davvero sulle sue parole. Mi aggiusto la canotta che mi si è appiccicata dietro la schiena, dove la pelle incontra la seduta della carrozzella. Anche le gambe sono incollate alla tela. Le luci sono così forti da entrarmi in testa e mi tocca stare con le palpebre socchiuse.
Il ventisei ha una sedia rotelle Halley Hoop, una di quelle che vanno bene sempre, e a tutti, basta regolarla e ci si muove facilmente. Noi abbiamo delle Assist, fatte su misura. I nostri sederi ci stanno alla perfezione, anche quando sono sudati e scivolosi restano fermi e posizionati. Costano un occhio della testa ma sono state finanziate dal Centro sportivo di Chieti che Davide gestisce.
Allo scadere della pausa siamo di nuovo in campo.
Io mi concentro.
Mi concentro sul ventisei e lo guardo fisso. Cerco di intuire le sue mosse e a quali compagni passerà la palla.
Mi concentro e guardo come la canotta rossa gli tira un po’ sul petto, come respira veloce guardando il gioco degli altri, e come quasi smette di fiatare quando la palla a spicchi vola verso di noi.
Mi concentro sul suo viso mentre ci contendiamo il possesso della palla.
Mi concentro, ma il ventisei se ne accorge e mima con la bocca: «Vaffanculo.» Ruota sul posto e si getta nella mischia cercando di arrivare sotto canestro. Gli sto alle costole e quando la palla lo colpisce al torace e rimbalza potrei allungare una mano e rubargliela, invece non lo faccio. Non so perché, ma non gliela contendo e il punto è bello che perso. 

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