ALMENO UNA PAROLA di Barbara Freethy (Mondadori)

Autrice: Barbara Freethy
Titolo Originale: Don't Say A Word
Traduttrice: Lucia Rebuscini
Genere: Contemporaneo, Romantic Suspense
Ambientazione: San Francisco, California (USA)
Pubb. originale: Fog City Publishing, 2013, pp 337,
Pubb.italiana: Mondadori, coll. I romanzi Emozioni, giugno 2017, pp. 370
Livello sensualità : Molto Basso
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook a € 3,99

TRAMA: San Francisco. Julia sta organizzando il suo matrimonio quando all'improvviso, durante una mostra fotografica, nota lo scatto che ritrae una bambina bionda dietro la cancellata di un orfanotrofio di Mosca. Una bambina che le somiglia incredibilmente e che porta al collo una collana simile a quella che le ha regalato sua madre. Julia decide allora di rintracciare Alex Manning, figlio del fotografo scomparso, e con lui inizia a scavare nel proprio passato alla ricerca della verità, mentre la sua storia col fidanzato Micheal finisce e la cerimonia salta. L'unica persona di cui Julia può ormai davvero fidarsi è Alex, anche lui alle prese con un mistero incomprensibile che grava sulla sua famiglia. E tra inganni, bugie e tormenti, Julia e Alex scoprono un sentimento intenso e appassionante, capace di affrontare qualunque rischio…


Non conoscevo questa scrittrice e questo romanzo è stata una piacevole sorpresa per la capacità da lei  dimostrata, nell’elaborare una trama gialla con linearità e coerenza.
Parto però nella mia analisi dal titolo e dalla cover. La vicenda ha sì come protagonisti una coppia, ma mi sembra riduttivo far pensare che questa sia una storia d’amore…perché non lo è (o meglio lo è solo in parte). Quanto al titolo, mi sono trovata a cercare per tutto il tempo della lettura, la parola che non è stata detta: non l’ho trovata.
Ora vengo al contenuto. Julia, mentre sta aspettando con Micheal, il suo fidanzato, di prendere accordi per il matrimonio, vede un’esposizione fotografica ed è colpita dalla fotografia di una bimbetta , di 3 o 4 anni, dietro la cancellata di  un vecchio palazzo moscovita. La bimba, bionda come lei, porta al collo una catenina con un ciondolo a forma di delfino e poiché Julia ne ha una identica, pensa che la bimba possa essere lei, perciò va in cerca del fotografo a cui la mostra è intitolata.
Purtroppo scopre che è morto ma appura altresì che la foto è stata scattata dal figlio di lui, Alex Manning, col quale inizia la ricerca della verità. Naturalmente si apre il “vaso di Pandora” e segreti celati vengono a galla. Intorno ai due giovani, che iniziano a provare una certa attrazione reciproca, girano personaggi buoni ma anche cattivi, pericolosi e interessati a far smettere le ricerche o addirittura a chiuderle definitivamente con mezzi estremi.
Non mi è piaciuto il comportamento della sorella di Julia, Lizze, quasi abulica, che non vuole cambiamenti nella sua vita troppo piatta. Ho detestato la madre di Alex. egoista e superficiale e anche Micheal, il fidanzato, bravo ragazzo ma insignificante e chiuso nel suo mondo che a poco a poco sta soffocando anche Julia. Simpatia invece ho provato per Alex, il classico cattivo ragazzo, che si scusa per il suo carattere e ispira tenerezza. Julia è invece una giovane donna determinata e desiderosa di farsi una vita a propria misura e non secondo le idee altrui.
Molto interessanti le location: da San Francisco a Buffalo e Washington negli USA, e poi in Russia, tutte molto ben descritte.
E la parte rosa chiederete voi?! Beh, c’è una storia d’amore come ho già accennato, ma è quasi in secondo piano rispetto alle continue sorprese che l’autrice ci riserva capitolo dopo capitolo. In conclusione è un buon libro con un’ottima trama gialla ma senza troppo fronzoli sentimentali, perciò chi ama le storie d’amore trascinanti, qui non troverà ciò che predilige.  
   





COME INIZIA IL ROMANZO...
1
Oggi…
Julia De Marco sentì un brivido percorrerle la schiena mentre si trovava sul promontorio che si affacciava sul Golden Gate Bridge. Era una bellissima giornata soleggiata di inizio settembre e con l’oceano Pacifico da una parte del ponte e la baia di San Francisco dall’altra, il panorama era assolutamente spettacolare. Aveva la sensazione di essere sul punto di fare qualcosa di eccitante e meraviglioso, come accadeva a ogni futura sposa, ma quando inspirò a fondo l’aria fresca e vagamente salmastra, gli occhi le si riempirono di lacrime.Cercò di convincersi che le lacrime erano causate dal vento pomeridiano più che dalla tristezza che spesso l’assaliva da quando era morta sua madre, sei mesi prima. Quello sarebbe dovuto essere un momento felice, un giorno in cui guardare al futuro, anziché al passato. Avrebbe voluto sentirsi sicura invece che… dubbiosa. Due braccia le cinsero la vita e lei si appoggiò al torace muscoloso del suo fidanzato, Michael Graffino. Nell’ultimo anno non aveva fatto altro che appoggiarsi a lui. La maggior parte degli uomini sarebbe scappata, invece lui era rimasto, e ora era giunto il momento di dargli quello che voleva: la data delle nozze. Non sapeva perché esitasse tanto, sapeva solo che nella sua vita stavano cambiando tante cose. Da quando Michael aveva chiesto la sua mano, un anno prima, sua madre era morta, il suo patrigno aveva messo in vendita la casa di famiglia e sua sorella era andata a vivere insieme a lei. Una parte di lei avrebbe voluto semplicemente fermarsi, fare qualche respiro profondo e riflettere un po’, invece di lanciarsi in qualcosa che avrebbe portato altri cambiamenti. Però Michael insisteva per fissare una data e lei gli era profondamente grata per esserle stato vicino, come poteva rifiutare? E poi, perché farlo?Michael era un bravo ragazzo. La madre di Julia lo adorava. Ricordava ancora la sera in cui le aveva detto di essersi fidanzata con lui. Sarah De Marco era a letto da giorni, e non sorrideva ormai da settimane, ma quella sera aveva fatto un sorriso che le andava da orecchio a orecchio. Sapere che la sua primogenita si sarebbe accasata con il figlio dei loro migliori amici aveva reso molto più sereni i suoi ultimi giorni.«Julia, dobbiamo andare, abbiamo appuntamento al museo.» Lei si era voltata a guardarlo, pensando ancora una volta quanto fosse attraente con i capelli castano chiaro, gli occhi scuri e quel sorriso caldo e sincero. L’incarnato olivastro, ereditato dai genitori italiani, e il fatto che stesse sempre all’aperto, come gestore di un servizio di imbarcazioni a noleggio a Fisherman’s Wharf, gli permettevano di sfoggiare un’abbronzatura invidiabile.«Qualcosa non va?» le chiese lui preoccupato. «Mi stai fissando…»«Ti sto fissando? Oh, scusa…»«Non scusarti, era da parecchio tempo che non mi guardavi.»«Non è vero. Ti guardo sempre, così come buona parte delle donne di San Francisco» aggiunse Julia.«Sì, certo» mormorò lui in tono ironico. «Dai, andiamo.»Julia diede un’ultima occhiata al panorama e poi seguì
Michael al museo. Il palazzo della Legione d’Onore era una replica del Palais de la Légion d’Honneur di Parigi. Nel cortile principale, chiamato Court of Honor, c’era una copia di una delle più famose sculture di Rodin, Il pensatore. Julia avrebbe voluto fermarsi ad ammirare la statua e a riflettere lei stessa sulla propria vita, ma sembrava che Michael avesse una missione da compiere, e la trascinò verso l’ingresso.Quando entrarono nel museo, lei ebbe un istante d’esitazione. Presto si sarebbero seduti a parlare con Monica Harvey, la coordinatrice degli eventi del museo, e Julia avrebbe dovuto decidere la data delle nozze. Non avrebbe dovuto essere tanto nervosa. Non era più una ragazzina, aveva già ventotto anni, era arrivato il momento di sposarsi e di avere una famiglia.«Liz aveva ragione, questo posto è fantastico» osservò Michael.Julia annuì. Era stata sua sorella Liz a suggerire il museo. Era una location costosa, ma Julia aveva ereditato del denaro da sua madre che le avrebbe permesso di pagare buona parte delle spese del matrimonio.«Gli uffici sono al piano di sotto» aggiunse Michael. «Andiamo.» Julia fece un respiro profondo; il momento della verità si stava avvicinando. «Devo andare in bagno. Tu vai pure avanti, ti raggiungo subito.»Quando Michael si allontanò, Julia andò a bere un po’ d’acqua da una fontana. Stava sudando e il cuore le martellava nel petto. Cosa le stava succedendo? Non aveva mai provato un panico simile.Era per via di tutti quei cambiamenti, si disse. Era troppo tesa, ma ce l’avrebbe fatta. Dovevano solo decidere una data, non doveva dire “Sì, lo voglio” quel pomeriggio. Si sarebbero sposati tra diversi mesi, una volta che lei fosse stata pronta, davvero pronta.Quando si sentì meglio, scese al piano di sotto e passò davanti a molte interessanti esposizioni. Forse, uscendo, avrebbe potuto fermarsi a guardare qualcosa.«La signora Harvey è impegnata ancora per un po’» le disse Michael quando lei lo raggiunse. «Ci riceverà tra dieci minuti. Io devo fare una telefonata. Tu resti qui?»«Certo.» Julia si sedette sul divano, rammaricandosi che Michael l’avesse lasciata sola. Aveva bisogno di distrarsi per calmare i nervi. Dopo qualche minuto sentì una musica provenire da una delle sale. Era una melodia dolce e triste che parlava di sogni infranti. Le ricordò un pezzo suonato con la balalaika in uno dei corsi di musica al college, e si sentì attratta in modo irresistibile. La musica era sempre stata la sua passione. Avrebbe dato solo una sbirciatina, si disse, alzandosi e uscendo in corridoio.La musica divenne sempre più alta quando entrò nella sala. Era un pezzo registrato, che si udiva in sottofondo, trasmesso senza dubbio per creare l’ambientazione adatta alla mostra fotografica. In pochi secondi fu catturata in un viaggio attraverso il tempo. Non riusciva a distogliere lo sguardo. E non voleva farlo… soprattutto quando vide la fotografia di una bambina.Intitolata La guerra più fredda, la
fotografia ritraeva una bambina di non più di tre o quattro anni, in piedi dietro i cancelli di un orfanotrofio di Mosca. La fotografia era stata scattata da un certo Charles Manning, lo stesso autore di numerosi scatti di quella mostra.Julia studiò la foto nei dettagli. Era molto interessata a quella bambina. La piccola indossava un cappotto pesante, un paio di calzine bianche e un berretto di lana nero sopra i riccioli biondi. L’espressione dei suoi occhi supplicava qualcuno… forse chi stava scattando la fotografia… affinché la tirasse fuori di lì, la liberasse, l’aiutasse. Julia provava uno strano disagio. I lineamenti della bambina, l’ovale del viso, il naso piccolo e all’insù, le sembravano familiari. Notò il modo in cui le mani paffute della piccola stringevano le sbarre del cancello. Era strano, aveva quasi la sensazione di sentire sotto le dita il metallo freddo. Il suo respiro accelerò. Aveva già visto quella fotografia, ma dove? Aveva un vago ricordo che non riusciva ad afferrare.Poi il suo sguardo si posò sulla catenina d’argento che la bambina portava al collo e sul piccolo ciondolo che vi era appeso. Sembrava un cigno, un cigno bianco, come quello che le aveva regalato sua madre quand’era piccola. Di nuovo fu assalita dal panico.
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L'AUTRICE
Barbara Freethy ha iniziato a scrivere romanzi nel 1988, alternando la narrativa all'attività di scrittrice freelance  di testi per le aziende. 
Barbara ama soprattutto scrivere libri incentrati sull'amore e la famiglia conun tocco di magia. Il suo primi romanzo per la Avon, Daniel's Gift, havinto un premio RITA ed è stato opzionato per una riduzione televisiva. Barbara vive nel nord della California con il marito e i due figli.
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UN IMPREVISTO CHIAMATO AMORE di Anna Premoli (Newton Compton)


Autrice: Anna Premoli
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: New York
Pubblicazione: Newton Compton Editori, Aprile 2017, pp. 287, euro 9,90
Livello sensualità: BASSO
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook a 5,99

TRAMA: Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti negli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo …


Siamo a New York. Jordan, bellezza mozzafiato, si è appena trasferita in città e ha trovato lavoro come cameriera nella caffetteria di fronte al Presbyterian Weill Cornell. Niente di insolito direte voi – un lavoro come un altro- e invece no, è frutto di un’attenta ricerca …. Come può sperare di cavarsela  una ragazza bella, ma non particolarmente intelligente, con una madre malata e spese mediche in continuo aumento? Sposando un ricco dottore, ovvio! Ecco spiegato il motivo del suon nuovo impiego, quale miglior posto  per studiare la “fauna ospedaliera”?  Jordan ha pensato proprio a tutto, un bel chirurgo sulla cinquantina, impegnato sul lavoro e ormai disilluso dall’amore, alla ricerca di una compagna di vita e magari di una  seconda o terza  moglie. In cambio, con molta onestà, offre rispetto, compagnia, comprensione e fedeltà. Non importa l’aspetto fisico ne tanto meno l’amore, sono lussi che non può permettersi, con la nuova riforma sanitaria alla porte, basta solo che sia ricco, molto ricco e  chirurgo, come lei stessa afferma: “è gente che ha cose ben più importanti da fare che badare alla propria moglie”. Che vi dicevo? Una soluzione perfetta!
Ma cosa sarebbe un piano all’apparenza perfetto senza l’elemento che sovverte tutto, ecco che fa il suo ingresso Rory  Pittman, chirurgo specializzando che salva la nostra protagonista dopo un malore. Credo sia praticamente impossibile non simpatizzare per Jordan, una ragazza giovane ma molto provata dalla vita, che senza finzioni, con una sincerità spiazzante, chiede solo di  poter essere serena. Lei che non si piange mai addosso, che ha imparato ad aspettarsi sempre il peggio, accetta i suoi limiti e combatte con quello che ha a disposizione, se questo vuol dire mostrare il décolleté al padrone di casa pur di non pagare tre mesi di affitto anticipato, bè allora pazienza ... “la rettitudine è per gente che ha il pane in tavola.”
Poi c’è lui, Rory - unico difetto di quest’uomo è proprio il nom e- il bel dottorino dagli occhi blu, gentile sensibile intelligente e sexy da morire. Concentrato sulla sua carriera con un futuro già tutto programmato, ambizioso e perseverante. Insomma un altro pianeta. Nonostante le loro profonde differenze non potranno fare a meno di sentirsi attratti , tra dialoghi frizzanti e carichi di humor, quella che nasce come un’amicizia poco alla volta si trasformerà in un sentimento profondo. I protagonisti dovranno venire a patti con la realtà, Rory imparerà che amare significa anche accettare , Jordan invece, capirà che a volte l’unica cosa che una ragazza può fare è imparare a contare solo sulle proprie forze, seguendo il cuore.
Devo confessare che leggere un libro della Premoli per me è come farsi una coccola, al pari di una cioccolata con panna, con il valore aggiunto di zero calorie (da non sottovalutare).
Credo che approfondire il background dei protagonisti avrebbe fatto la differenza, ma anche così è un libro da leggere per regalarsi qualche ora di svago e relax con un sorriso sulle labbra.






COME INIZIA IL ROMANZO...
Jordan
Era se non altro comico che il dramma fosse dietro l’angolo, quando finalmente, e dico finalmente, avevo un piano.E per la prima volta nella mia vita, perché, in quanto a pianificazione, nessuno
nella mia famiglia pareva eccellere particolarmente. Discendo infatti da generazioni e generazioni di gente che si è sempre barcamenata come meglio – o forse sarebbe il caso di dire peggio – poteva, a tal punto che ero piuttosto stupita di essere anche solo riuscita a congegnare un progetto così ben definito. Io. Il fallimento fatto persona.Prediamo per esempio la caffetteria: la scelta era stata tutt’altro che casuale. Sì, cercavano una cameriera e sì, io di fatto ero solo capace di fare la cameriera, ma New York è piena di posti dove farsi assumere, se si è vagamente carine. E io non soltanto lo sono, ma in modo piuttosto spudorato.Perché non fingo maggiore modestia? Perché la bellezza esteriore è davvero l’unica cosa che possiedo e l’unica su cui ho potuto fare affidamento nella mia vita.Come mi ha ripetuto mia madre nei primi anni della sua malattia – quelli che all’epoca consideravo terribili, ma invece erano l’ultima boccata d’ossigeno dal momento che, se non altro, ancora riusciva a riconoscermi – la bellezza è una qualità destinata a svanire da un momento all’altro. Un attimo prima sei la donna più corteggiata e venerata dagli uomini e quello dopo solo una invecchiata male e presto. Pare, infatti, che la cronica mancanza di soldi prima o poi finisca con il segnare anche i lineamenti facciali. E no, non è la penuria di creme costose a base di collagene transgenico, ma le notti trascorse a rigirasi nel letto senza possibilità di chiudere occhio, corrucciando il volto per la preoccupazione. Mia madre, ex reginetta di bellezza e collezionista di corone senza arte né parte, lo sapeva meglio di chiunque altro perché c’era passata. E se mi ha insegnato qualcosa, è che gli uomini si interessano a te solo finché sei giovane e sorridente. Poi conta altro. Altro che nessuno, nella mia famiglia, ha mai avuto.Per esempio cervello.Oppure soldi.Ma sospetto che tra i due ci sia un legame molto stretto e che non sia un caso se nella nostra famiglia non si sia mai visto né l’uno né l’altro.Quindi, tornando al mio geniale piano, mi ero appena fatta assumere nella caffetteria di fronte al Presbyterian Weill Cornell Medical Center, luogo di pellegrinaggio di medici di ogni forma, colore e grado, tra un devastante turno e l’altro. Ospedali simili possiedono sempre una caffetteria interna, ma i medici, costretti a trascorrervi già buona parte della loro vita, sentono la necessità di tanto in tanto di fuggire dalle solite quattro mura. Non che vadano lontano, ovvio. Si accontentano di uscire e attraversare la strada. Per loro l’emergenza, si sa, è sempre dietro l’angolo.
Avevo svolto con sorprendente attenzione la mia ricerca e quindi sapevo che al Presbyterian, uno degli ospedali più grandi del Paese, finivano dottori brillanti usciti per lo più dalla Columbia o dalla Weill Cornell. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi ero destinata a incontrare un chirurgo sulla cinquantina o anche sessantina, che fosse alla ricerca di una seconda, terza o quarta moglie, no? La parola magica è “moglie”, perché nella mia vita ho rivestito il ruolo di soggetto non meglio identificato, ragazza, fidanzata e amante di uomini con più o meno capacità. Meno che più, se vogliamo proprio essere sinceri. Ed ero stufa marcia. Marcia come la mela di Biancaneve, con cui per mia sfortuna non condivido alcun tipo di somiglianza: di principi azzurri, sempre che esistano, dalle mie parti se ne sono visti ben pochi. Prima o poi la bellezza sarebbe svanita e per allora era fondamentale che io fossi diventata a tutti gli effetti la signora moglie di un uomo molto ricco e rispettato. Anzi, di un medico molto ricco e rispettato. Ovviamente avevo preso in considerazione altre professioni, ma nessuna corrispondeva meglio ai miei bisogni di quella medica: i gestori di hedge fund o private equity sono gente completamente fuori controllo, esaltati di adrenalina, bastardi senza scrupoli e con infinite donne ai propri piedi; gli avvocati sono quasi peggio, con la loro capacità di spogliarti di ogni singolo avere in caso di divorzio. Ma i medici… Diciamo che i medici devono possedere o almeno aver posseduto qualche istinto benevolo verso il prossimo nel momento in cui hanno optato per una simile carriera. E poi, detto con grande franchezza, è gente che ha cose ben più importanti da fare che badare alla propria moglie…Insomma, professione perfetta. Offro una bellezza accecante e in cambio chiedo solo un po’ di quella sicurezza emotiva che non ho mai avuto. E soldi, perché non si vive di sola aria, nonostante mia madre abbia passato anni a illudersi che fosse possibile. Salvo fallire miseramente.Ecco perché, forte della mia meticolosa e insperata programmazione, ero del tutto impreparata al dramma. La vita non si dovrebbe accanire contro chi sguazza già nella melma, no? ...



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LIBRI RECENTI DI ANNA PREMOLI

Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l'inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l'unico, l'agente letterario e l'editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per cui ha firmato un contratto e incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurei, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, "rosa": un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d'oggi è capace di scrivere una banale storia d'amore... O no? Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI
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Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d’accordo quasi con nessuno. Con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto... Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI
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E se per ottenere un buon voto all’università dovessi fare amicizia con qualcuno che proprio non ti piace? Lavinia pensava che nella vita avrebbe insegnato e invece, dopo la maturità, si è lasciata convincere dai genitori a iscriversi a Economia. È ormai al suo quinto anno alla Bocconi, quando si trova coinvolta in un insolito progetto: uno scambio con degli ingegneri informatici del Politecnico. Lo scopo? Creare una squadra con uno studente mai visto prima, proprio come potrebbe capitare in un ambiente di lavoro. Peccato che Lavinia non abbia alcun interesse per il progetto. E che, per sua sfortuna, si trovi a far coppia con un certo Sebastiano, ancor meno intenzionato di lei a partecipare all’iniziativa. E così,... Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI


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L'AUTRICE
Anna Premoli è nata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica, con i diritti cinematografici opzionati dalla Colorado Film, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi e L'amore non è mai una cosa semplice.


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MATRIMONIO DI CONVENIENZA di Felicia Kingsley (Newton Compton)

ATTENZIONE GIVEAWAY! 

CARE LETTRICI, SAPPIAMO CHE SIETE ALLA RICERCA DI BELLE LETTURE ROMANTICHE DA GUSTARVI SOTTO L'OMBRELLONE. OGGI VI VOGLIAMO FARE UN REGALO, GENTILMENTE OFFERTO DA FELICIA KINGSLEY, AUTRICE DI MATRIMONIO DI CONVENIENZA, CHE ABBIAMO RECENSITO QUALCHE MESE FA.
CHI COMMENTERA' LA RECENSIONE DEL LIBRO QUI SOTTO DAL 26/6 AL 2/7 E CONDIVIDERA' IL LINK DELLA RECENSIONE SULLE SUE PAGINE SOCIAL POTRA' PARTECIPARE ALL'ESTRAZIONE DI QUESTO DELIZIOSO SUMMER PACK CHE FELICIA METTE IN PALIO INSIEME  AL SUO LIBRO CON DEDICA. 
SIETE PRONTE PER LA SPIAGGIA? ECCO COSA POTRETE VINCERE...

IL ROMANZO MATRIMONIO DI CONVENIENZA EDITO DA NEWTON COMPTON E  SUMMER PACK:  BORSA DA SPIAGGIA CONTROUSSE PORTA SOLARI E BUSTINA IMPERMEABILE, BLOC NOTES E BIRO MULTIREFIL E BORRACCIA DA SPIAGGIA.

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Autrice: Felicia Kingsley
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Inghilterra , oggi
Editore: Newton Compton,  13 aprile 2017, pp. 381, € 10
Livello Sensualità : BASSO
Disponibile in ebook: Sì a € 4,99
LA TRAMA : Jemma fa la truccatrice teatrale, vive in un seminterrato a Londra e colleziona insuccessi in amore. Un giorno però riceve una telefonata dal suo avvocato che potrebbe cambiarle la vita: la nonna Catriona, la stessa che ha diseredato sua madre per aver sposato un uomo qualunque e senza titolo nobiliare, ha lasciato a lei un’enorme ricchezza. Ma a una condizione: che sposi un uomo di nobili natali. Il caso vuole che l’avvocato di Jemma segua un cliente che non naviga proprio in acque tranquille: Ashford, il dodicesimo duca di Burlingham, è infatti al verde e rischia di perdere, insieme ai beni di famiglia, anche il titolo. Ashford è un duca, Jemma ha molti soldi. Ashford ha bisogno di liquidi, Jemma di un blasone… Ma cosa può avere in comune la figlia di una simpatica coppia hippy, che ama girare per casa nuda, con un compassato lord inglese? Apparentemente nulla… Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a entrambi di ottenere ciò che vogliono. Ma Jemma non immagina cosa l’aspetta, una volta arrivata nella lussuosa residenza dei Burlingham: galateo, formalità, inviti, ricevimenti e un’odiosa suocera aristocratica. E a quel punto sarà guerra aperta…

POTREBBE PIACERVI PERCHE'...

...E' un libro che vi farà passare qualche ora in buona compagnia. 
Le condizioni per entrare in possesso di una cospicua eredità costringono Jemma, truccatrice teatrale che vive in un seminterrato sotto ai genitori hippy, a sposare Ashford, duca di Burlingham, esponente dell'aristocrazia inglese sull'orlo della bancarotta. La convivenza nella splendida residenza di lui porta all'esasperazione la diversità sociale e culturale dei due protagonisti. Jemma cerca di sopperire alla sua inadeguatezza con battute velenose, sopratutto dirette alla suocera, e atteggiamenti dissacranti. Gli esponenti dell'aristocrazia blasonata che è costretta ad incontrare ai numerosi eventi mondani, sono scandalizzati. Una vera "perla" è l'incontro del marito e della duchessa madre con i genitori di Jemma che si concluderà con la suocera in "estasi" dopo aver mangiato una doppia razione di crostata fatta in casa a base di oppiacei.
Una lettura piacevole  e a tratti divertente, anche se la storia d'amore non è di quelle indimenticabili. Meglio lo stile nei dialoghi, il resto è un po' più lento e involuto. Il racconto alterna il punto di vista di lei e di lui. Spiccano i personaggi femminili (e il maggiordomo). Giudizio: 4/5. Interessante.





LEGGI UN ESTRATTO....
«Cosa ti è saltato in mente?» battibecca lei già pronta alla polemica. «Dove sono i tuoi vestiti di ieri sera? Puoi darmeli?» «No, se non mi dici cosa stai facendo?» «Secondo te?» dico indicando gli indumenti sul pavimento in modo plateale. Alza i palmi al cielo in segno di resa. «Tra poco i domestici rassetteranno le stanze e se vogliamo avvalorare la tesi del nostro matrimonio di amore a prima vista, sarà meglio dare l'impressione di aver fatto delle acrobazie che neanche il Cirque Du Soleil. Ora, sempre che non tu non sia uno di quei rari esemplari di donna che fa sesso vestita come un fondista alle Olimpiadi invernali, mi faresti la cortesia di darmi i tuoi vestiti?»«Farò di meglio!» infatti, Jemma, non solo getta i suoi vestiti sul pavimento assieme ai miei, ma inizia a disfare il
letto con veemenza, strappandone i cuscini e le lenzuola. Beh, se non altro è stata recettiva. Mi ha fatto faticare ma è stata ricettiva. Un momento. Cosa sta facendo con quel lenzuolo? Perché lo sta legando al sostegno del baldacchino? 
«Jemma, che diavolo è quello?» «Mai sentito parlare di bondage?» ribatte con tutta la naturalezza di cui è capace. «No! Voglio dire sì, ma no!» protesto «Senti Jemma, apprezzo lo sforzo, ma mi basta che i domestici immaginino che ci sia stato del sesso matrimoniale, non illuminarli con i dettagli dei miei gusti erotici!» «Niente bondage?» «No» rispondo lapidario. «Nemmeno queste?» dice lei facendo dondolando due vistosi decolleté rossi con tacco a spillo. «No, nemmeno fetish». «Sei una lagna!» protesta lei lanciandoli di nuovo nella cabina armadio. «Non ti preoccupare, sono dettagli che non scoprirai mai». «Lo voglio ben sperare» ribatte Jemma con una smorfia di disgusto. «Il ribrezzo è reciproco» scendo le scale, un passo avanti a lei, e ad attenderci davanti al giardino d'inverno c'è Lance «Jemma» sussurro tra i denti «Puoi, senza protestare o fare polemiche, mettere su un bel sorriso da neosposa soddisfatta e gratificata?» «Per sentirti un maschio alfa hai proprio bisogno di trattarmi sempre come una minorata?» Ecco, lo sapevo che se ne usciva con una polemica.
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L'AUTRICE DICE DI SE'...
Sono nata a cavallo degli anni Ottanta, cresciuta nei fluorescenti anni Novanta, con la testa sempre tra le nuvole. Vorrei fare, vorrei andare, vorrei cambiare. Una vita al condizionale. Ho studiato tanto, tante cose, architettura, arte, storia, e mi piace farmi influenzare dalle culture e dalle atmosfere, cercando di viaggiare più che posso.Quando sono chiusa tra le quattro pareti di casa, amo leggere, scrivere, disegnare, e fare finta di cucinare (parto con impegno, poi mi arrendo e passo ai cibi pronti). Sportiva? A singhiozzo. Quando sono motivata sono capace di fare pilates, aerobica, nuoto e tennis. Quando non sono motivata, pratico "divano agonistico". 
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E PROVATE A VINCERE QESTO GIVEAWAY DAL 26/6 AL 2/7 LASCIANDO UN COMMENTO INTERESSANTE A QUESTA RECENSIONE.


SUL FINIRE DI AGOSTO di Laura Caterina Benedetti


Autrice: Laura Caterina Benedetti
Genere: Contemporaneo
Pubblicazione: L.C.Benedetti, 12 marzo 2017, pp. 304
Parte di una serie: no
Disponibile solo in ebook a € 2,49

TRAMA: Morgana Rinaldi è appena rimasta vedova: suo marito Hugo è morto a ventisei anni e l'ha lasciata in gravi difficoltà. Dopo il funerale si presenta alla giovane un soccorso inaspettato nella persona di Lorenzo Goldstein, deciso ad ogni costo ad aiutarla per riparare agli errori del fratello minore. L'uomo si offre di ospitarla per qualche tempo nella sua villa in collina dove lei, troppo orgogliosa per tornare subito dai genitori, potrà riprendere il controllo della propria vita...
Tra maliziosi battibecchi e malinconiche confidenze, giorno dopo giorno i due protagonisti impareranno a conoscersi e, molto presto, scopriranno che è assai difficile resistere all'attrazione che li spinge uno tra le braccia dell'altra.
Sullo sfondo della bella Torino, nella cornice di un'elegante dimora, si snoda una storia di affetto e passione all'ombra di uno sconvolgente segreto familiare.

QUESTO LIBRO POTREBBE PIACERVI SE...

...vi piacciono le storie raccontate con uno stile d'altri tempi.
In 15 giorni gli avvenimenti che si succedono e che coinvolgono Lorenzo Goldstein e Morgana Rinaldi sono abbastanza sconvolgenti. I due protagonisti si conoscono al funerale di Hugo Goldstein, fratello di Lorenzo e marito di Morgana. Da questo momento la loro vita cambia.
E' possibile innamorarsi dopo 3/4 giorni? E' possibile venire a scoprire un passato che ha un segreto traumatico e riuscire a superarlo grazie anche all'amore che i due personaggi provano? In questa storia è ciò che accade.
La trama è piacevole ed è raccontata in modo semplice e lineare. Il modo di esporre di quest'autrice ha un sapore degli anni '50, come ho già potuto dire per un altro suo libro che ho letto, Notturno per un amore, ma stavolta ho notato una certa lentezza. C'è quasi una contraddizione, perché tutta la vicenda si dipana in pochi giorni nonostante il tourbillon di fatti ed emozioni, ma i dialoghi si prolungano in modo un po' fiacco e ogni capitolo scandisce quasi il tempo a ore. La Benedetti scrive lo svolgimento della storia descrivendo momento per momento cosa accade e quindi si sofferma parecchio su cosa succede giorno per giorno. Solo nella parte centrale del libro ho trovato un po' di verve, ma poi si è ripetuta quella malinconica tranquillità che ha reso la storia un po' fiacca.
Un romanzo che comunque consiglio, ma il lettore sappia che non troverà scene di erotismo e quel poco che è descritto mi ricorda una frase di Liala :"accompagno gli amanti in camera da letto, ma poi chiudo la porta..." 
 GIUDIZIO:  3 cuori.  Così così.

COME INIZIA IL ROMANZO...





****
L'AUTRICE
Laura Caterina è piemontese e ha dimostrato amore per la lettura fin da piccola; più tardi è venuta fuori la sua vena artistica, che le ha permesso di riversare nella scrittura fantasia ed emozioni. Le piace esplorare generi diversi, ma ama soprattutto inventare storie d’amore. Ha esordito come autrice indipendente nel 2012 con il romance "Non ti sposo!", a cui sono seguiti molti altri lavori.
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DUE CUORI E UN DETECTIVE di Sarah Bernardinello (Triskell Edizioni)

Autrice: Sarah Bernardinello
Pubblicazione: Triskell Edizioni, pp. 128,maggio 2017,
Genere: M/M Paranormale
Ambientazione: Chicago
Livello sensualità: ALTO
Parte di una serie:  1°  serie Chicago Summer
Disponibile solo in ebook a € 2,99

TRAMA: Angel Mallory è il  titolare di un’agenzia investigativa a Chicago . In una calda sera di luglio, viene assunto da Adonais Malthus, un affascinante miliardario, per recuperare un oggetto prezioso. Seguendo i passi del ladro, Angel incappa prima in un’ aggressione e poi in un attraente poliziotto. Seth Rogers, detective della CPD, si ritrova, suo malgrado a soccorrere quel giovane sconosciuto. L’attrazione e il senso di protezione che prova nei confronti di Angel lo sorprendono, ma non così tanto da riuscire a a farlo restare lontano dal pericolo che percepisce intorno a lui. Per niente scoraggiato dall’azione violenta nei propri confronti, il giovane investigatore continua a indagare, scoprendo l’esistenza, per lui sconcertante, di creature che credeva sepolte nella leggenda.


In una Chicago afosa e rovente incontriamo Angel Mallory, affascinante investigatore privato ispano – irlandese con penetranti occhi verdi. Ingaggiato dal miliardario Adonais Malthus, per ritrovare un oggetto rubato, si metterà sulle tracce del principale sospettato. Durante le difficile ricerche conoscerà Seth Rogers un virile  poliziotto e l’attrazione sarà immediata. Lo stile è scorrevole , l’ambientazione ben ricostruita e curata ci accompagna  fino al finale facendo da sfondo a una vicenda, a mio avviso, debole. Mi sono chiesta quale sia stato il reale contributo di Angel nel risolvere il caso, visto che la maggior parte delle indicazioni vengono fornite dal derubato e soprattutto riesce a uscirne vivo solo grazie all’aiuto di Seth.
La storia che nasce tra i due protagonisti coinvolge ma purtroppo è solo accennata, come del resto la parte riguardante vampiri e lupi mannari, l’autrice ci fa dare solo un’occhiata a questo mondo tutto da scoprire per poi sfumare in un veloce finale, lasciandoci a bocca asciutta! Credo che questo aspetto  si possa imputare al numero di pagine, sarebbe bastato davvero poco per rendere la storia davvero appassionante. 
Ho imparato a conoscere e apprezzare la Bernardinello proprio tramite i racconti scritti per LMBR , quindi confido che i prossimi episodi di questa serie riusciranno a stupirmi.
Nel complesso la vivida ambientazione e lo stile fluido dell’autrice la rendono una lettura piacevole.


COME INIZIA IL ROMANZO...
Angel riceve una visita
Si soffocava. Stravaccato sulla sedia, i piedi posati sulla scrivania, Angel cercava di trovare ristoro in una birra ghiacciata scovata nel frigo.
Nonostante le finestre aperte, non entrava un filo d’aria e la temperatura era rovente. L’estate, a Chicago, si faceva sentire alla grande.
Sospirò e ingollò un sorso di birra.
Il condizionatore era deceduto il giorno prima, giusto in tempo per la settimana più calda del secolo. E lui non aveva un centesimo. Anche quello giustissimo.
Non si occupava di un caso interessante e, soprattutto fonte di guadagno da tempo. L’ultimo era già datato. Era un bel casino, niente da dire.
Se solo qualcuno avesse bussato alla porta, gli avesse offerto un incarico interessante e lo avesse pagato profumatamente… Se solo…
Controllò il cellulare, sbuffando quando lo schermo si illuminò. Nessuna chiamata, nessun SMS. Possibile che non ci fosse bisogno di un detective privato in tutta Chicago? Era stanco di dover aspettare che qualcuno lo contattasse. L’ultima volta si era ritrovato di fronte quel tizio elegante che gli aveva offerto un bel po’ di soldi, poi… più niente.
«Al diavolo!» sbottò, rivolto alle quattro mura dell’ufficio. Se lo sarebbe andato a cercare, il lavoro.
Si alzò in piedi, e in quel momento qualcuno bussò.
Angel sorrise. Quando si dice la tempestività…
Si avvicinò alla porta e aprì, trovandosi davanti uno degli uomini più belli che avesse mai visto. Restò fermo a guardare quell’Adone in completo Armani scuro con gli occhi sbarrati.
Il tizio tossicchiò e lo riportò al presente. «Si sente bene?»
Angel si riscosse, conscio di aver fatto la figura del cretino. «Benissimo.» Scrutato da quegli strani occhi colore dell’ambra, sperò che l’uomo non stesse pensando di andarsene. Poteva anche darsi che la sua faccia da pesce lesso fungesse da deterrente, ma era un bel pezzo che non vedeva qualcuno di così… Quel tipo era davvero bello, accidenti a lui. Sospirò, cercando di assumere un’aria professionale. «Desidera?»
Il visitatore avanzò di un passo e lui si spostò per farlo entrare nell’ufficio. Si accorse con disappunto che l’altro si guardava attorno, ma il volto impassibile non lasciava capire se l’ambiente lo disgustasse o meno. Si sentì in dovere di giustificarsi per il caldo torrido che gli aveva incollato la maglietta alla schiena.
«Il condizionatore non funziona, mi spiace per…»
Il nuovo arrivato lo interruppe, girandosi a guardarlo. «Domani chiamerà qualcuno per aggiustarlo.» Sedette sulla sedia più vicina, sollevando appena i pantaloni. Accavallò le lunghe gambe e mise in mostra un paio di mocassini Gucci che doveva costare quanto un suo anno di stipendio. Sempre se avesse trovato abbastanza clienti.
«Chi diavolo è lei?» gli chiese Angel, infastidito dall’aria di sicurezza che permeava il visitatore. Aveva un vasto giro di conoscenze, chi si comportava così poteva vantare una cosa sola. Fece il giro della scrivania e si sedette rigido. «Se ha a che fare con la mafia, può anche andarsene.»
Lo sconosciuto lo sorprese scoppiando in una breve risata, che gli fece scorrere deliziosi brividi lungo la schiena. Mafia o no, quell’uomo era un vero attentato ai suoi sensi. Si immaginò passare le mani nei capelli lisci, sbottonare la camicia candida e accarezzare quella pelle dorata. Il suo corpo aveva già cominciato a reagire.
Quanto tempo era passato dall’ultima volta che si era sentito così?
Basta! Aveva altro a cui pensare, altri problemi. Doveva sentire cosa voleva questo tizio e poi mandarlo via.
Si accorse che lo sconosciuto lo stava guardando con un lieve sorriso. Il pensiero che gli potesse leggere in faccia cosa stava provando lo agghiacciò. E lo eccitò.
«Mi dica cosa vuole, signor…»
«Adonais Malthus.»
Il nuovo arrivato lo interruppe, girandosi a guardarlo. «Domani chiamerà qualcuno per aggiustarlo.» Sedette sulla sedia più vicina, sollevando appena i pantaloni. Accavallò le lunghe gambe e mise in mostra un paio di mocassini Gucci che doveva costare quanto un suo anno di stipendio. Sempre se avesse trovato abbastanza clienti.
«Chi diavolo è lei?» gli chiese Angel, infastidito dall’aria di sicurezza che permeava il visitatore. Aveva un vasto giro di conoscenze, chi si comportava così poteva vantare una cosa sola. Fece il giro della scrivania e si sedette rigido. «Se ha a che fare con la mafia, può anche andarsene.»
Lo sconosciuto lo sorprese scoppiando in una breve risata, che gli fece scorrere deliziosi brividi lungo la schiena. Mafia o no, quell’uomo era un vero attentato ai suoi sensi. Si immaginò passare le mani nei capelli lisci, sbottonare la camicia candida e accarezzare quella pelle dorata. Il suo corpo aveva già cominciato a reagire. Quanto tempo era passato dall’ultima volta che si era sentito così?
Basta! Aveva altro a cui pensare, altri problemi. Doveva sentire cosa voleva questo tizio e poi mandarlo via.
Si accorse che lo sconosciuto lo stava guardando con un lieve sorriso. Il pensiero che gli potesse leggere in faccia cosa stava provando lo agghiacciò. E lo eccitò.
«Mi dica cosa vuole, signor…»
«Adonais Malthus.»
Angel aprì la bocca e la richiuse. «Malthus. Quel Malthus?»
«Se intende le industrie, la Borsa, i dollari, sì.»
E un uomo del genere, grondante denaro, aveva bussato alla sua porta? Doveva esserci un errore. Un grosso, madornale errore. Da parte sua, avrebbe tanto voluto una buca profonda in cui nascondersi, dopo aver accusato un miliardario di essere un mafioso. «Credo proprio abbia sbagliato porta e palazzo. E zona, signor Malthus.» Si alzò in piedi, fissandolo. «Noi due non abbiamo granché in comune.»
«Se mi fa il favore di sedersi, le spiegherò perché sta sbagliando, Angel. Lei è proprio l’uomo che cercavo.»
Angel si sedette, continuando a fissarlo. Malthus cercava lui? Valeva davvero la pena di sentire il perché. ...




*****
L'AUTRICE
Nata in Svizzera nel 1971, Sarah Bernardinello vive in Veneto, in provincia di Rovigo, a pochi chilometri dal mare. Laureata in Infermieristica nel 2003, lavora come infermiera presso il reparto di Oncoematologia dell'Ospedale di Rovigo.
Lettrice vorace fin da piccola, con un'immaginazione fervida, ha cominciato a scrivere da ragazzina. Vince il Premio Romance 2013 dei Romanzi Mondadori con il racconto storico La signora del mare, e pubblica diverse opere in antologie. Il suo  racconto MM Chicago Summer è arrivato secondo tra i preferiti delle blogger nella rassegna estiva di questo blog Summer Loving .

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