IL VISCONTE NERO di Roberta Ciuffi


Autrice: Roberta Ciuffi
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra, 1852
Editore: Roberta Ciuffi, gennaio 2018, pp. 210
Parte di una serie: No
Livello di sensualità: Molto Basso
Disponibile solo in ebook a € 1,99

TRAMA: Devonshire, 1852. È passato un anno da quando Lady Farleigh è morta cadendo dalla scogliera. La versione ufficiale parla di suicidio ma molte voci girano su suo marito, Lord Farleigh, il cui comportamento folle e selvaggio in quell'ultimo anno gli è valso i nomignoli di Black Tom, il visconte nero, il visconte maledetto. E ha fatto puntare su di lui i sospetti per alcune feroci aggressioni ai danni di donne della zona.Annabelle Trenton è una famosa sensitiva di Londra, qualcuno dice possa evocare gli spiriti. E quando Lord Wadelton e Lady Lydia, fratello e sorella della defunta Lady Farleigh, le propongono di andare nel Devonshire per cercare di scoprire cosa stia succedendo al loro cognato, lei accetta. Annabelle proviene dagli slums di Londra, è cresciuta in un orfanotrofio dove la sua gemella è morta. Non è mai uscita dalla città e accetta la strana proposta dei suoi clienti come un'avventura. Dovrà cercare di penetrare nelle emozioni di Lord Farleigh, comprendere le ragioni della sua apparente follia e, se possibile, tentare di guarirlo. 
Sempre che non sia stato lui a uccidere sua moglie e aggredire le donne di Lyncombe Dale… Cosa che Annabelle spera con tutto il cuore non abbia fatto. Perché in quella terra per lei sconosciuta, non ha scoperto solo cosa significhi l'amore per la libertà, il cielo aperto e il mare, ma anche quello per un uomo. L'unico sentimento che la più famosa sensitiva di Londra non era mai riuscita a comprendere. Prima di allora.


Anche “Il Visconte nero”, come già qualche altro romanzo della Ciuffi, non mi ha del tutto soddisfatta.  Sin dall’inizio il racconto è lento e prima di arrivare ad una scena che introduca il Visconte,  altri personaggi  sviano l’attenzione, così come non si riesce a capire immediatamente come Annabelle Trenton possa aiutare Lord Farleigh.
Siamo nel 1852, nel Devonshire, e un anno prima degli avvenimenti narrati ora, la moglie del visconte è morta cadendo in mare. Le voci sussurrano che la disgrazia possa non essere stata tale ma o un suicidio o più probabilmente un omicidio di cui il marito si è macchiato le mani.
Poiché nel frattempo qualche giovane del villaggio subisce atti di violenza e il nobile si comporta come un pazzo, i parenti, vista la situazione ingestibile, chiamano Annabelle  affinchè ,con le sue doti di sensitiva, riesca ad intervenire prima che accada qualcosa di irreversibile.
Il primo incontro tra Thomas Farleigh e la ragazza, perché si parla di una giovane poco più che ventenne, non segue gli schemi canonici dell’epoca: Annabelle, infatti, sentendo del rumore, si introduce nella sala in cui si tiene un incontro di scherma molto movimentato con l’abbandono del campo da parte del maestro e la fuga del Lord.
”La porta era proprio di fronte a lei. Allungò la mano alla maniglia e l’aprì.
…Un raggio del sole al tramonto penetrava attraverso le grandi vetrate che davano sul giardino, investendo due uomini di un alone rosato. Uno di loro si trovava a terra, una gamba piegata di lato, le mani sul pavimento per sorreggersi. L’altro incombeva su di lui, l’arma ancora protesa, il petto ansante per lo sforzo. Questo era un uomo alto e magro, con gambe lunghe e spalle larghe, completamente vestito di nero.
…L’istruttore di scherma si avviò verso l’uscita, muovendosi in direzione di Annabelle , rimasta immobile sulla soglia.
Nel vederla si fermò stupito. L’ uomo in nero si accorse di lei nello stesso momento. Sul suo volto passò un guizzo d’incertezza e poi qualcosa che somigliava all’ira.”
Assistiamo poi a comportamenti estremi, come il bagno in mare di notte….
..” Nell’acqua apparve una testa.
Annabelle arretrò spaventata.
Accanto alla testa emerse un braccio nudo.
Comprendendo che si trattava  di un nuotatore e non di un cadavere, Annabelle avanzò pericolosamente vicino al dirupo, il corpo un po’ inclinato in avanti.
Quando un’onda più forte delle altre sollevò il corpo, lei emise un suono strozzato.
L’uomo calmo  si alzò in piedi. Ondeggiò per un istante, non perfettamente un equilibrio, e poi avanzò piano fino alla riva.
Annabelle non si stupì nell’accorgersi che era completamente nudo.
…Il Visconte Farleigh mosse i muscoli della faccia , stirando la pelle irrigidita dal  freddo e dalla salsedine. Ancora quella ragazza , chissà chi accidenti era.”
Cavalcate folli, invece che un tranquillo sonno, insofferenza nei confronti degli ospiti... tutto lascia pensare ad attacchi di pazzia nel giovane  forse dovuti alla morte della moglie.
Nel frattempo la giovane vaga nel castello,  si avvicina alle persone che ruotano intorno alla dimora, è attratta da ciò che le sta intorno ,in particolare dalla galleria dei ritratti di famiglia e si ferma a lungo di fronte  a quello della defunta.
…”Era proprio una magnifica ragazza….se il pittore non aveva esagerato nel colore, gli occhi erano del celeste più sbalorditivo mai visto e i capelli di un biondo quasi platino.”
Ma ha qualche difficoltà nell’approcciarsi al suo proprietario, tant’è che occorre tutto il romanzo perché capisca cosa lo tormenta e che, finalmente, il mistero della morte di Lady Farleigh e delle altre violenze, venga risolto.  La scrittura è accurata e la progressione della vicenda è in crescendo,  ma non ho provato ugualmente  quell’intensità emozionale che porta a chiedersi continuamente cosa succederà . La storia è incentrata quasi del tutto sulla suspense e la parte romantica non ha  spazio, anche se si percepisce il sentimento che nasce tra osservatrice e “paziente”.
Di tuti i personaggi che si muovono nel racconto, il vecchio valletto Palmer è colui che ho trovato adorabile nel suo affetto  per il padrone, a cui crede, nonostante tutto gli sia contro, e che cura con amore quasi paterno.
L’ambientazione è la cosa che mi ha più  positivamente colpito di questo libro: il mare rumoreggiante, il temporale paurosamente  pericoloso, il bosco con i suoi crepitii e i vari angoli segreti della vecchia dimora e una scena in particolare (di cui non posso parlare) perché  mentre la leggevo “vedevo” la Rivoluzione francese.
Ho trovato invece nella narrazione diverse informazioni che non aggiungevano nulla alla storia,  mentre ho sentito la mancanza di altre che l’avrebbero arricchita… qualche scena d’amore, qualche gesto tenero tra i due protagonisti... insomma piccole affettuosità.  Pur sempre di romance dovrebbe trattarsi.
Peccato : un buon potenziale sfruttato solo in parte. 

 









COME INIZIA IL ROMANZO...
1
 Londra, 1852 Il Conte di Wadelton afferrò il pesante battente di ghisa a forma di testa di Medusa, pensando che una ciarlatana in cerca di credibilità poteva far di meglio che prendere casa in una zona così poco elegante come Clapham. La via, piuttosto stretta, non favoriva neppure il passaggio delle carrozze né offriva la comodità di una serie di stalle per la loro sosta sul retro degli edifici. Come si aspettava, quella donna, di procurarsi una clientela elegante in simili condizioni?
Prima di battere contro la porta di quercia, si girò alla sua destra. «Sei sicura?» chiese, alla sorella che attendeva con una certa impazienza che lui si decidesse. Che fosse impaziente poteva dedurlo solo dalle labbra leggermente serrate perché per il resto Lady Lydia Fry non rivelava che il solito, controllato contegno che esibiva sempre in pubblico.«Certo che sono sicura, Adrian. Batti su quella porta. Sto gelando, qua fuori.»Il conte obbedì. Ci fu una brevissima attesa, prima che la porta si aprisse su una donna alta e robusta.«Lady Lydia» disse, senza sorridere. «Non vi aspettavamo, oggi.»«Lo so, Mrs. Wood. Mi dispiace, si tratta di una necessità improvvisa.»Il tono quasi umile della sorella stupì il conte. Sembrava che stesse implorando quella domestica ‒ di certo una governante ‒ di essere ricevuta. Stava per intervenire, quando la donna si fece da parte e un sorriso illuminò il suo volto leggermente segnato dal vaiolo.«Siete fortunata. Miss Trenton non ha visite questa mattina.»Con un piccolo moto d'indignazione, Lord Wadelton seguì la donna e sua sorella all'interno della casa, lungo un ampio corridoio alla cui sinistra una scala accedeva ai piani superiori. Nonostante la giornata fosse luminosa, c'erano molte lampade accese e nessun angolo dell'abitazione sembrava essere lasciato al buio. Superarono un paio di porte chiuse e infine Mrs. Wood si fermò davanti a una doppia porta a vetri da cui filtrava della luce. La donna batté leggermente sulla cornice e poi dischiuse un'anta.«Miss Trenton?»«Sì, Mrs. Wood?»La voce era giovane e fresca, priva di affettazione. La voce del tipo di persona che poteva vivere in quella casa così diversa da come se l'era immaginata il conte.‘Aspetta’, si disse. ‘Devi ancora vedere l'antro della strega.’ Che da quasi un anno Lydia frequentasse quella persona non era una raccomandazione sufficiente. Da quando la loro sorella minore Julia eramorta in modo drammatico, Lydia non era più stata la stessa. E non solo lei.Mrs. Wood spalancò le due ante e si fece da parte per permettere loro di passare. Si ritrovarono in una stanza ampia, con tutta evidenza uno studio ma dall'aspetto squisitamente femminile. Su un lato, davanti a un tavolino da tè, si fronteggiavano due graziosi divani foderati di cintz fiorato. Sulle pareti laterali si allineavano delle basse librerie fitte di libri e in fondo c'era uno scrittoio di legno di rosa dalle snelle gambe arcuate, dietro il quale sedeva una giovane donna.Così giovane, in effetti, che il Conte di Wadelton si guardò attorno alla ricerca della famosa fattucchiera, quell'Annabelle Trenton il cui nome veniva sussurrato come un talismano nei salotti della migliore società londinese.«Lady Lydia» disse la donna, alzandosi in piedi e avanzando verso il centro della stanza. Il suo sorriso faceva concorrenza alla luce delle lampade a gas. «Che piacere vedervi. Mrs. Wood...» Fece cenno alla governante, che avanzò per prendere in consegna il cappello e il bastone del conte.«So che non avevamo appuntamento» disse Lydia nervosamente. «Ma ho ricevuto una lettera che... che...» Con un singhiozzo a malapena soffocato, si portò una mano alle labbra per nasconderne il tremito. Fece un respiro profondo, mentre Miss Trenton attendeva paziente. «Scusatemi, ho dimenticato di presentare mio fratello, il Conte di Wadelton.»La giovane donna chinò il capo senza accennare a tendere la mano. Il conte replicò con un inchino appena più profondo.«Prego, sediamoci.»Al suo invito, si sistemarono sui divani, il conte e Lady Lydia a fianco a fianco e la loro ospite di fronte.«Mi diceva di una lettera» esordì Miss Trenton, senza preamboli.«Sì, è il motivo per cui siamo qui. Voi conoscete già i... i fatti. In questi mesi siete stata un grande sostegno per me.» Lydia prese di nuovo fiato e proseguì. «Lady Fairleigh, la suocera della nostra povera sorella, mi scrive di essere molto preoccupata per il comportamento di suo figlio Thomas. Nostro cognato. Ha l'impressione che lui non sia più in sé, che... che sia come... ossessionato.» Pronunciò l'ultima parola in un sussurro, quasi se ne vergognasse. 
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USCITE RECENTI DI ROBERTA CIUFFI

LA ROSA DELLE MALETERRE

Anno 1001, Regno Italico. Due giovani costretti a sposarsi per siglare una difficile pace, un odio antico che divide due nobili famiglie. E una presenza immateriale che aleggia su entrambe alla ricerca della sua vendetta, a costo di trascinare con sé anime innocenti. Come può l’amore vincere su tutto questo? Ma quello vero trova sempre il modo… 
Trent'anni di odi, rancori e pregiudizi dividono la famiglia del conte Oderisio della Rocca dei Rovi e quella del barone Rainulfo delle Maleterre. La faida si sta trascinando da troppo tempo, stremando i territori dei contendenti, già impoveriti dalla carestia. Ulrico, vescovo di Ancona, impone ai due vecchi nemici di stabilire una pace duratura e quale modo migliore per assicurarsene se non un matrimonio? Beata, la maggiore delle nipoti di Oderisio, sposerà Alessandro Niger, nipote ed erede di Rainulfo. Trent'anni di odi e pregiudizi non si dimenticano però in un istante, soprattutto se favoriti da segreti e passioni nascoste, e a farne le spese potrebbe essere la giovane Beata, consegnata come sposa e dono di pace a un 'barbaro' delle Maleterre. Un barbaro che ha iniziato ad amare ma da cui si dovrà guardare come dagli altri, perché anche lei nasconde un segreto che potrebbe provocare la rovina della Rocca dei Rovi e di tutta la sua famigliaTi interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

DAMIGELLA
Roma, 1527. Nel mondo delle cortigiane, spesso le donne abbandonano il loro nome per assumerne uno in grado di accendere la fantasia degli 'ammiratori'. È così che Agnese è diventata la Damigella, la cortigiana più famosa e desiderata di Roma. Venduta giovanissima dalla madre a un importante personaggio, è ora la dama dell'ambasciatore dell'imperatore Carlo V. Amata, invidiata, corteggiata, nell'intimo Agnese non prova però che disprezzo per se stessa e coloro che la circondano. 
Intanto alle porte di Roma si stanno ammassando gli eserciti imperiali, con le truppe miste di italiani, spagnoli, francesi e, soprattutto, dei terribili lanzichenecchi. Da parte sua Agnese è decisa a non permettere più a nessuno di toccarla. Morirà, prima di consentirlo. Un evento inatteso le impedirà di mettere in atto il suo proposito. I lanzichenecchi irrompono nel suo palazzo. Agnese lotta per salvarsi ma mentre sta per essere sopraffatta qualcuno arriva in suo soccorso.
Come migliaia di altri, Jehan de Bontemps, scudiero, segretario e amico del principe d'Orange, sta percorrendo le strade di Roma alla ricerca di bottino. Le terribili conseguenze del Sacco lo hanno però così disgustato che quando sente una donna gridare dall'alto di un palazzo accorre in aiuto della sconosciuta. Non sa che il suo atto di cavalleria gli costerà caro. Mentre lui e Agnese fuggono per la città ridotta a una bolgia infernale, un gruppo di soldati spagnoli ubriachi li blocca e, per prendersi gioco del privilegiato amico del principe, li costringe a un matrimonio forzato. La validità del sacramento è dubbia, ma Jehan non è uomo da abbandonare una donna finché la situazione non sia chiarita. Per Agnese è come risvegliarsi a una nuova vita. Nel gruppo del principe d'Orange, dove il suo presunto marito l'ha portata, nessuno la conosce, nessuno sa chi sia la Damigella. È ammirata e corteggiata, ma con il riguardo dovuto alla signora de Bontemps. Anche quel bel ragazzone che l'ha salvata la tratta con il massimo rispetto, benché man mano tra loro stia crescendo una tensione diversa da quella motivata dalla diffidenza dell'inizio. E per la prima volta da quando era una ragazzina, Agnese si consente di sognare… Ma i sogni sono realizzabili, per la Damigella? Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE

Roberta Ciuffi e' nata a Roma, laureata in psicologia, ritiene che gli anni spesi studiando non siano stati anni sprecati, perche' hanno fornito un valido strumento che le e' stato utile, piu' tardi, nell’elaborazione delle sue storie. Ha iniziato a sognare di scrivere fin da bambina e quando, in eta' adulta, le fantasticherie con cui cercava di tenere a bada la noia che a volte la attanagliava, hanno iniziato a prendere corpo, ha deciso che era venuto il momento di provarci. L'autrice è arrivata a pubblicare piuttosto tardi. Il primo romanzo e' uscito nel 1997 nella collana I Romanzi di Mondadori e a quel punto non si è più fermata. 

E' single, vive con due gatti, un fratello e un nipote.

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