SCRIVERE ROMANCE: ISTRUZIONI PER L'USO...risponde ADELE VIERI CASTELLANO

Sono particolarmente felice di presentarvi, carissime lettrici, questa nuova puntata della nostra rubrica di interviste alle scrittrici italiane di romance, proprio a causa dell'identità della scrittrice in questione: ADELE VIERI CASTELLANO, autrice di "Roma 40 d.c. - Destino d'amore"( vedi qui) che sta avendo tanto meritato successo. Adele è anche una preziosa collaboratrice di questo blog, oltre ad essere una    ragazza simpaticissima e, conoscendola personalmente, confesso una certa emozione alla vista del suo libro sugli scaffali delle librerie fisiche e on-line (a dirla tutta, mi sono trattenuta a stento dal proclamare con aria compiaciuta al commesso della libreria: «Sa, io la conosco!», indicando il nome sulla copertina).
Ritengo che Adele sia un fulgido esempio di come costanza, impegno e lavoro, abbinati alla fiducia in se stessi e nei propri sogni (ed anche ad un pizzico di fortuna, come sempre nella vita) alla fine paghino. Infatti, il romance di recente uscita è il primo lavoro di Adele ad essere pubblicato e noi tutte la ringraziamo per aver risposto così gentilmente alle nostre domande e le auguriamo molte soddisfazioni future e, soprattutto, auguriamo a noi stesse di poter leggere ancora tanti suoi romance. Buona lettura a tutte e, mi raccomando, don't give up your dreams!
 




 ADELE VIERI CASTELLANO PER SCRIVERE ROMANCE
LMBR: Definisci una scaletta prima di iniziare un romanzo e poi ti basi su quella per lo sviluppo della trama?
ADELE VIERI CASTELLANO: Una scaletta? Naaaaa, rischierei di scivolare in malo modo su un gradino! Non faccio mai scalette né mi piace nella vita andare al lavoro seguendo lo stesso percorso ogni giorno o far suonare la sveglia alla stessa ora e con la stessa suoneria. Volerebbe immediatamente dalla finestra. Qualcuno ha detto che “il pensiero ripetitivo è una campana a morto per il cervello” e io sono d’accordo: viva la sregolatezza, la creatività improvvisa, quella che ti viene la mattina sbocconcellando la brioche o quando ti rigiri nel letto in cerca di un angolino fresco o, ancora, stai chiacchierando con qualcuno e zac!, eccola lì l’idea che risolve la trama o la inaugura. Io ho quasi sempre in testa il nucleo della storia e mi figuro già le scene topiche ma non potrei mai seguire schemi prefissati. Ovvio, fino ad un certo punto. Poi comunque la scrittura esige disciplina e precisione e quando arrivo ad un certo punto persino io mi devo inchinare alle regole, per riannodare tutti i fili. 

LMBR: La stesura del romanzo segue l'ordine cronologico del romanzo stesso, oppure scrivi varie scene e situazioni in una sequenza diversa e poi le colleghi nella trama? Ad esempio, il prologo o, in alternativa, l'incipit e l'epilogo, o comunque la fine, sono sempre la prima e l'ultima parte che scrivi?

ADELE VIERI CASTELLANO: Ecco, in questo invece sono ligia: seguo sempre l'ordine cronologico della storia, un po’ come succede nella vita. Sarebbe impossibile per me fare il contrario. Dal prologo fino all’epilogo, uno dietro l’altro, senza svicolare. La storia è sempre in divenire ma in un preciso susseguirsi temporale dei fatti, come accade nella vita. Vero è che i personaggi spesso impongono cambiamenti improvvisi che neppure lo scrittore può prevedere. Mi è accaduto per esempio con Rufo (in Roma, 40 d.C. Destino d’Amore, Leggere Editore) nella scena in cui decide di “rapire” Livia all’esterno dell’arena di Statilio Tauro. Le mie dita sulla tastiera hanno volato in quel momento, non avevo previsto nulla e la mia testa era quella del romano arrogante che voleva a tutti i costi quella donna. E’ tutta “colpa” sua! 

LMBR: Immagini prima la trama, in cui in seguito inserisci i personaggi adattandoli allo sviluppo che hai in mente, oppure, come prima cosa, dai vita ai protagonisti creando poi un intreccio in cui possano muoversi? 

ADELE VIERI CASTELLANO: Sono un’inguaribile curiosona e quindi appassionata di storia umana e umane debolezze. Mi stupisco sempre di come, nonostante i secoli, sostanzialmente la nostra natura sia rimasta la stessa, cambia solo lo scenario. Di solito parto da un’epoca: scelgo prima il set storico, poi la trama e infine i personaggi. Il mio primo romance è nato da alcune letture sui corsari francesi, il secondo dalla mia grande passione per l’egittologia e il terzo da un libro letto sulla storia del carnevale di Venezia. Il quarto, ancora da terminare, dal mio segreto, impossibile amore per  l’ammiraglio Andrea Doria. La storia è un coacervo di eventi, vite, episodi a volte così incredibili da sembrare irreali e frutto di un romanzo.  Per “Roma 40 d.C. Destino d’Amore”  invece sono partita da un personaggio, anche se un romance ambientato in quell’epoca era nella mia testa da tanto tempo. Un consiglio alle lettrici che si vogliono cimentare con un romanzo storico: leggete, siate curiose, ficcate il naso ovunque: scrivere sarà più facile solo se sarete calate completamente, irrimediabilmente, profondamente nell’epoca in cui volete cimentarvi. 

LMBR: Il tuo primo approccio con le case editrici è stato facile, oppure hai ricevuto anche dei rifiuti prima che il tuo primo romanzo fosse accettato e pubblicato? 

ADELE VIERI CASTELLANO: Il mio primo approccio risale a tanti anni fa. I primi anni novanta… shhhhhh, non lo sa nessuno. Che successe? Bhè, dopo aver consegnato il manoscritto, dopo mesi e mesi di inutile attesa, presi il coraggio a quattro mani e telefonai alla segretaria di redazione che mi rispose candidamente: “ma lei, che vuole, lei chi è?” Capii che
Freccia, sulla scrivania di  Adele 
c’era qualcosa di stonato e notate che avevo consegnato il romanzo proprio a lei, “brevi manu”, per dirla alla latina. Mi scoraggiai molto, lo ammetto e poi la vita mi trascinò via. L’insana passione della scrittura però non mi abbandonò, continuai a scrivere e ad assillare le mie amiche con i miei racconti. E poi, tre anni fa, ci ho riprovato di nuovo. Un altro rifiuto ma questa volta chi mi ha rifiutato mi ha dato alcuni consigli. Diciamo che mi ha chiuso la porta in faccia con delicatezza, sussurrando qualcosa nella fessura. Così stavolta mi sono convinta di essere sulla buona strada, di poter migliorare per arrivare al traguardo. Come avete potuto constatare sugli scaffali delle librerie italiane, la tenacia paga. Ma ci vuole anche molto esercizio, tante letture, tanta scrittura. Perché scrivere è umiltà e non smettere mai di imparare. Non bisogna, solo perché pubblicati, pensare di essere arrivati e posare la penna sul tavolo, tutt’altro: è proprio in quel momento che comincia la vera salita e il momento di ascoltare consigli. Non dimentico inoltre che ci sono persone che mi hanno aiutato, in un modo o nell’altro, nell’arduo cammino verso la pubblicazione: amiche e altre “colleghe” che mi hanno dato la forza e lo spunto per crederci ed andare avanti, osare. Io ringrazio qui, pubblicamente, tutte loro. 

LMBR: Nei rapporti con le case editrici, è meglio affidarsi ad un agente letterario, oppure ci si può anche proporre da sole? 

ADELE VIERI CASTELLANO: Trovare un agente letterario disposto a rappresentare un
 Matera 2011
esordiente è come cercare di infilare un cammello nella cruna di un ago. O voler salire sulla luna con la scala dei pompieri. Il mondo dell’editoria si fonda sul commercio (ahimé!) e nessun agente rischierebbe su uno sconosciuto, a prescindere dal valore del manoscritto. Conviene proporsi da soli, rispettando i dettami delle Case Editrici nel caso vi invitino ad inviare i vostri manoscritti. Una buona sinossi è un buon punto di partenza. Non dimenticate concorsi letterari (io ne ho vinto uno e da lì è cominciato tutto…) e manifestazioni culturali mirate: un’ottima vetrina di lancio e un saldo punto di partenza è senz’altro il Women's Fiction Festival di Matera, forse la più seria e ben organizzata in Italia, manifestazione dove si può incontrare il “gotha” dell’Editoria italiana e non solo. Due consigli spassionati? Preparate i bigliettini da visita con pochi orpelli e non scritti a caratteri microscopici e diffidate di coloro che chiedono soldi per pubblicarvi.   

LMBR: Se una scrittrice alle prime armi, ma comunque non completamente esordiente, avesse già pubblicato un proprio romanzo presso una casa editrice e, a tempo debito e non trovandosi a proprio agio con detta casa editrice, volesse cambiarla, potrebbe proporre lo stesso romanzo già precedentemente pubblicato, magari rivisto, ampliato e migliorato, oppure avrebbe migliori opportunità di farsi notare scrivendo un romanzo totalmente nuovo? 

ADELE VIERI CASTELLANO: Se con la suddetta casa editrice esiste un contratto, va da sé che occorre rispettarlo. Di solito nelle clausole è indicato in modo chiaro il numero di anni durante i quali un editore può vantare diritti nei confronti di un opera da lui pubblicata. Se non esiste un contratto o vincoli di questo genere, il problema non si pone. A questo punto sta allo scrittore scegliere se riprendere lo stesso romanzo o cimentarsi con qualcosa di completamente nuovo. Dipende molto dal momento e dall’estro di ognuno. Io penso solo che ampliare, rivedere e correggere un vecchio romanzo comporta molti problemi, soprattutto se sono passati diversi anni: come ho detto più sopra, la scrittura è in continua evoluzione e cambia come cambiamo noi, come cambiano i nostri gusti e come possono mutare percezioni e sentimenti. Se invece non vi trovate bene con il vostro editore potete discuterne insieme. Il loro obiettivo è vendere, il vostro quello di essere pubblicati: dunque se questi due obiettivi convergono, sono per una pacifica soluzione dei problemi reciproci. Altrimenti, una liberatoria delle parti può risolvere qualsiasi contratto.  
Detto questo, non mi resta che ringraziare Lady Macbeth per l’intervista e augurare a tutte le aspiranti scrittrici “testa dura e notti insonni” per poter realizzare il proprio sogno!  
  
Buona scrittura a tutte! Valete!

RINGRAZIAMO ADELE VIERI CASTELLANO PER AVER GENTILMENTE RISPOSTO ALLE NOSTRE DOMANDE E PER I SUOI PREZIOSI CONSIGLI!
POTETE INCONTRARE  L'AUTRICE ANCHE SUL SUO SITO:

 LEGGI QUI la nostra recensione di ROMA 40 DC DESTINO D'AMORE  
SE AVETE DOMANDE O CURIOSITA' SUL   LAVORO DI SCRITTRICE DA FARE A ADELE VIERI CASTELLANO O ANCHE SOLO VOGLIA DI ESPRIMERE LE VOSTRE IMPRESSIONI SUL SUO NUOVO  LIBRO, LASCIATE UN COMMENTO.

5 commenti:

  1. Mi piace questa cosa della mancanza di scaletta, dei personaggi che fanno a volte quello che vogliono e la scrittrice scrive e basta! Sarà per questo che Rufo e Livia sono così 'vivi'?
    Complimenti!!!!!
    Elena

    RispondiElimina
  2. Che bella intervista!!! Ho adorato Destino d'amore e spero di leggere presto il secondo. Complimenti Adele e saluti a tutte.

    RispondiElimina
  3. Cassandra Rocca25/08/12, 08:51

    Il libro è sul mio comodino, pronto da leggere, perciò non posso ancora dare un giudizio su quello. Ma posso dire che Adele è l'esempio per tutte le scrittrici in erba come me che sognano di farcela, vedere il suo libro sugli scaffali della libreria mi fa sperare! :)
    Le faccio i miei complimenti!
    Cassie

    RispondiElimina
  4. Ciao Adelina,
    sono felice che "il romano" stia avendo successo. Goditi questo bel momento: te lo meriti!
    A proposito, non t'immedesimare troppo nell'antichità, non vorrei che andassi a sbattere contro qualche ... legionario.
    Ah, ah, ah.
    Baci
    Liliana

    RispondiElimina
  5. Ammiro molto la combinazione di umiltà e caparbietà di Adele, che ha quel misto di creatività e rigore, di genio e lavoro duro che caratterizza tutti gli autori che ammiro di più.
    Un abbraccio e ... buona scrittura!

    RispondiElimina

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