AMOR CORTESE, AMOR DI CAVALIERE...

Quando fantastico sull’epoca medioevale, la mia immaginazione vola ai bei cavalieri coperti da lucenti armature, ai tornei, alle affascinanti eroine minacciate di essere rapite dal cattivo di turno… a quei tempi almeno una giornata su tre era festiva grazie alle numerose celebrazioni cattoliche e alle fiere dei villaggi dove era possibile assistere alle “giostre”, sfide in cui uomini coraggiosi si affrontavano in sella a possenti destrieri. Originariamente le armi impiegate erano autentiche ma già nel XIII secolo i contendenti si affrontavano con armi dette “cortesi” ovvero, lance e spade spuntate anche se gli scontri rimasero talmente cruenti che gli incidenti erano inevitabili.
Quando un cavaliere sfidava il rivale toccava con la punta della spada lo scudo sospeso sotto le insegne del rivale e la sfida a questo punto non poteva che essere accettata. Lo sfidante, preparata l’armatura, si presentava alla dama alla quale dedicava il combattimento portando al braccio, sulla lancia o attorno al collo un fazzoletto con i colori della prescelta.
Rumore di zoccoli sulla terra battuta, schianto di lance, boato metallico di scudi… se uno dei due contendenti veniva disarcionato, l’altro scendeva a terra per continuare il duello con la spada o con la mazza e alla fine i giudici designavano il vincitore che riceveva il premio: le armi e il destriero del perdente. Restava da concludere la “faccenda” con la dama. E qui scopriamo cose davvero interessanti…
Solo a partire dal IX secolo, con la mediazione della Chiesa Cattolica, comincia a diffondersi nella società medioevale la monogamia ma il vincolo tra futuri sposi, almeno presso le famiglie aristocratiche, è strettamente legato alla convenienza, un espediente per conquistare prestigio e ricchezze. Attenzione: è solo in quest’epoca che il matrimonio comincia a diventare un sacramento e il prete, all’inizio, ha la sola funzione di “testimone” del legame tra uomo e donna (ricordiamoci che allora il clero non era vincolato col celibato e i preti, “sessualmente attivi” non si preoccupavano più di tanto della vita sessuale del loro “gregge”). Fu solo nei due secoli seguenti che la Chiesa fece del matrimonio un sacramento religioso grazie all’uso della “benedizione del letto” e della casa dei giovani sposi che identificavano questa pratica con la garanzia di un legame fecondo e benedetto. Tra l’altro, solo i figli nati nel vincolo sacro del matrimonio, avevano il diritto all’eredità di titoli e di beni.  
Con la riforma Gregoriana dell’XI secolo che sancì la castità del clero, le cose si guastarono parecchio. La Chiesa, imponendo il celibato ai preti, circoscrisse l’atto sessuale alla sfera coniugale imponendo ai credenti un unico matrimonio indissolubile.  
Essa si insinuò anche nella sfera privata imponendo ristrette regole all’interno della coppie: vietato “consumare” la domenica, durante i quaranta giorni che precedono la Pasqua, a Natale e durante la Pentecoste e in genere in tutti quei giorni (numerosissimi) in cui si festeggiava un santo. Secondo lo storico francese Flandrin, se i nostri “piccioncini” avessero osservato scrupolosamente queste imposizioni, aggiungendo i periodi “critici” femminili (il mestruo, le gravidanze, l’allattamento), erano fortunati se potevano contare tre, quattro “capriole” sul pagliericcio al mese e, udite! udite!, l’uomo era qualificato come adultero se “abbracciava” la moglie con troppa passione. Nulla era più infamante che amare una sposa come una prostituta! Non stupiamoci quindi se alcune pratiche del talamo vennero bandite ed etichettate come “sporche”. Solo la posizione del “missionario” era ammessa, tutte le altre forme di accoppiamento venivano condannate senza appello. Guai se la donna avesse assunto la posizione “mulier super virum”: la maledizione di Satana sarebbe calata sugli impudenti, facendogli generare figli deformi, mostruosi, lebbrosi…geniale essere una giovane coppia di sposi nel Medioevo, eh?  
E i trovatori che cantano le romantiche gesta degli eroi innamorati, i poemi, le ballate? E l’amore cortese, come quello di Tristano e Isotta? Rassicuratevi, esiste ed è esaltato come un amore che rispetta le regole della cavalleria, profondo e venerabile. Esso trova le sue origini nella letteratura del Levante e in quella Arabo-Andalusa e sembra che il primo a cantarne le lodi, in lingua d’Oca, fu Guglielmo IX di Poitiers, nel corso della sua crociata in Oriente. Grande amatore, fu probabilmente il primo a codificare questi aneliti di “amor cortese” al solo scopo di rivaleggiare con l’ideale religioso che si dava al culto del matrimonio.
Eh sì, care mie, l’amore cortese altro non è che amore “adulterino” ma abbiamo ben capito che ci sono circostanze attenuanti, no? Ma i cavalieri che professano l’amor cortese, chi sono? Dato che il matrimonio è la negoziazione di un contratto, sovente imposto e le famiglie si preoccupano solo del primo figlio per non dilapidare la fortuna del casato, tutti gli altri “pargoli” sono destinati agli ordini ecclesiastici o introdotti all’arte della guerra e della cavalleria. Questi ultimi devono combattere molte battaglie per racimolare un gruzzolo sufficiente e si sposavano tardi o non si sposavano affatto.  
Sono loro che costituiscono la “popolazione” turbolenta, quella frustrata e rude che si trova di fronte a spose deluse dal matrimonio imposto dalla famiglia. Il codice dell’amore cortese legittima e ritualizza dunque un desiderio carnale e spirituale che non può, per cause di forza maggiore, fiorire all’interno della coppia sposata.
  
Nasce un così l’amore casto (occhio, non ho detto platonico!) che si insinua nel corpo e nell’anima dell’innamorato: il desiderio si amplifica, si ingrandisce perché l’oggetto del suo amore, la dama di rango superiore, si rende inaccessibile o indifferente. Già allora le donne avevano capito che per rendersi desiderabili bisogna farsi… desiderare!
Questo tipo di amore diventa un gioco organizzato da uomini per gli uomini e potremmo dire che entra a far parte dell’educazione di un cavaliere perché, per arrivare allo “scopo”, egli deve dare prova di virilità, di forza e di coraggio ma, nello stesso tempo, deve imparare a controllarsi, a mantenere un contegno adeguato. Bisogna salvaguardare la dama dalle calunnie e mantenere segreto l’amore. Soprattutto al marito cornuto!
Il Giardino del Piacere( Roman de la rose), ( XV°sec.)
La donna, adorata fino all’ossessione attira gli sguardi, risveglia l’impulso carnale dei cavalieri, si concede e nega con arguzia in una progressione sottile che ha come fine far apprendere al cavaliere come padroneggiare gli istinti e il corpo, messo a dura prova dall’eccitazione e dal pericolo. Succede così anche per Ginevra e Lancillotto…
Ne “Il Romanzo della Rosa”, opera francese del XII secolo, il protagonista entra in un giardino dove in uno stagno magico si riflette un roseto. Egli vorrebbe cogliere una rosa ma senza ferirsi con le spine… la metafora è chiara: la dama è la rosa inaccessibile, pericolosa ma ardentemente agognata e il protagonista il cavaliere che si strugge, pronto a tutti i sacrifici pur di conquistarla!

Non è per questo che Amanda Quick fa nascere l’amore tra Alice e Richard de Scarcliffe? O Johanna Lindsey immagina Rowena, mentre commette l’atto supremo di condanna per l’epoca abusando sfrontatamente di Warrick?
E tutto questo, non lo trovate follemente romantico?





UNA LEGGENDA MEDIEVALE DELL'AMORE IMPOSSIBILE:
TRISTANO E ISOTTA

VI AFFASCINA IL MEDIOEVO COME PERIODO STORICO? VI PIACCIONO LE STORIE D'AMORE AMBIENTATE NEL MEDIOEVO? LASCIATE UN COMMENTO.

HARLEQUIN HISTORICAL ROMANCE - USCITE DI MAGGIO

Molto interessanti le uscite di maggio in casa Harlequin/Mondadori nella collana dei Grandi Romanzi Storici Special. In edicola saranno disponibili nella seconda settimana del mese, ma sul sito eHarmony.com potete già acquistarli online.
**CONSIGLIATO**
GIOCHI D'AMORE  (Reckless ) di ANNE STUART - collana I Grandi Romanzi Storici, n°140 - Secondo romanzo serie 'Casa di Rohan'

Inghilterra, 1804 . Ricco, affascinante ed esperto nelle più licenziose arti amatorie, Adrian Alistair Rohan ha seguito le orme del visconte suo padre affiliandosi all'Esercito Celeste, la dissoluta associazione segreta i cui membri si dedicano al piacere in tutte le sue forme. Da sempre fa strage di cuori tra le più avvenenti dame dell'alta società, finché incontra Charlotte Spenser, una scialba trentenne ormai rassegnata a un futuro desolato e senza passione. Nulla di tutto ciò pare infastidire il bellissimo gentiluomo, che immagina la fanciulla come un giocattolo sessuale con cui ingannare il tempo in attesa di prede più succulente. Ma sotto l'aspetto esteriore poco accattivante si nascondono in realtà un'intelligenza brillante, modi incantevoli e una sensualità che aspetta soltanto di essere risvegliata. E quando questo accade, di colpo i ruoli si invertono.

SILENZI E SUSSURRI  (Dark Road to Darjeeling, 2010 ) di DEANNA RAYBOURN - collana I Grandi Romanzi Storici Special, n°141 - quarto romanzo della serie Lady Julia Grey

India, 1889 . Dopo un'idilliaca luna di miele nel Mediterraneo, Julia Grey e suo marito Nicholas Brisbane sono pronti per cimentarsi ancora una volta nella soluzione di qualche oscuro mistero. Che si presenta puntuale quando gli eccentrici fratelli della sposa, Plum e Portia, chiedono il loro intervento per aiutare una vecchia amica. Vedova e incinta, Jane Cavendish ha saputo che il marito potrebbe non essere morto per cause naturali, e teme per la propria vita e per quella del bimbo che porta in grembo. L'indagine appare subito complicata, perché tutti, nel piccolo villaggio ai piedi dell'Himalaya, avevano un buon motivo per sbarazzarsi dello smidollato e ingombrante Freddie. Ma la verità che emerge a poco a poco è più agghiacciante di tutte le ipotesi formulate, e la situazione diventa sempre più pericolosa, tanto che Julia e Nicholas rischiano di non vivere abbastanza per festeggiare il loro primo anniversario.

LE NOTTI DI SAN PIETROBURGO  (Scoundrel's Honor, 2010 ) di ROSEMARY ROGERS - collana I Grandi Romanzi Storici Special, n°142 -
Russia - Inghilterra, 1822 . Pur di ritrovare la sorellina Anya, rapita da due loschi sconosciuti, Emma Linley-Kirova sarebbe disposta anche a stringere un patto con il demonio. E Dimitri Tipov, il temuto re della malavita di San Pietroburgo conosciuto come Zar dei Miserabili, è l'unico che possa aiutarla. Bellissimo, affascinante, potente e immensamente ricco, Dimitri ha tutto ciò che si può desiderare, eppure il suo unico scopo nella vita è vendicarsi del malvagio padre. Per lui, Emma è soltanto un delizioso mezzo per raggiungere i suoi fini. Ma durante il pericoloso inseguimento che li porta dalle scintillanti sale da ballo della Russia alle assolate strade del Cairo, il selvaggio desiderio che prova per quella giovane indipendente e coraggiosa cresce a dismisura. E finisce per metterlo di fronte alla necessità di scegliere tra la sua tetra ossessione e una promessa d'amore.
Un uomo arrogante e sexy, una donna coraggiosa e anticonvenzionale, una passione travolgente e sensuale.
**DA NON PERDERE!**
IL BACIO DEL LIBERTINO (Libertine's Kiss, 2010 ) di JUDITH JAMES - collana I Grandi Romanzi Storici Special, n°143 - 
Inghilterra, 1659 . Quando William de Veres si presenta alla sua porta, ferito e braccato dai soldati di Cromwell, Elizabeth Walters lo accoglie, lo cura e si concede a lui senza riserve. Quella notte d'amore, tuttavia, si rivela la sua rovina: accusata di aver dato asilo a una spia di Carlo Stuart, viene privata di tutti i suoi beni e gettata su una strada. Qualche anno dopo, quando Carlo viene richiamato in patria e sale al trono, la giovane decide di chiedere la restituzione delle proprie terre e si presenta a corte. William, che intanto è diventato uno dei più chiacchierati libertini di Londra, decide di aiutarla, trasformandola in una seducente cortigiana dotata del fascino necessario per farsi notare dal re e perorare la propria causa. Inevitabilmente, tra i due giovani si riaccende la passione, ma Elizabeth è restia a fidarsi di William. Com'è possibile che un libertino spregiudicato come de Veres possa rinunciare ai fasti della corte per una come lei?Una storia d'amore intensa e sensuale, sullo sfondo della guerra civile che sconvolse l'Inghilterra del XVII secolo.
*OPINIONE DI FRANCY: 4/5. Un'autrice dallo stile personale e un'ambientazione diversa dal solito, nell'Inghilterra dell'a Rivoluzione  e della Restaurazione. Un bell'affresco storico con un eroe che non dimenticherete!Non è comune trovare un eroe romantico che è pure poeta!

QUALI TITOLI VI ATTIRANO DI PIU'? CONOSCETE GIA' QUESTE AUTRICI? AVETE GIA' LETTO QUALCUNO DI QUESTI ROMANZI? LASCIATE I VOSTRI COMMENTI.



Esce L'ESTATE FRANCESE (One Secret Summer) di Leslie Lokko (Mondadori)

E'  uscito ieri da Mondadori , L'ESTATE FRANCESE dell'autrice Leslie Lokko (collana Omnibus,pp.552, €20). Un libro  di genere  non strettamente romance ma che ha attirato la mia curiosità per la trama, basata sulla storia di tre fratelli dalla vita apparentemente agiata che è anche la storia delle tre donne che si innamorano di loro  e che entrano a far parte della loro famiglia. Quale segreto si nasconde dietro la vita patinata dei Keeler? Anche per i 'ricchi e famosi' la vita non è spesso quello che sembra...
LA STORIA
Ai tre fratelli Keeler non manca davvero nulla: affascinanti e viziati, conducono un'esistenza privilegiata che si fonda sulla ricchezza e l'ottima posizione sociale dei genitori. La madre Diana, vero fulcro della famiglia, è un avvocato all'apice della carriera, il padre Harvey un affermato neurochirurgo, e Rafe, Aaron e Josh sembrano avere il futuro spianato. Ma è proprio nelle famiglie all'apparenza perfette che una linea sottile divide l'amore dall'odio, soprattutto quando si nascondono segreti scottanti.
È per questo che la vita dei Keeler rischia di essere sconvolta dall'arrivo di tre giovani donne che Diana non ritiene all'altezza dei suoi figli. Il primogenito Rafe, medico di successo, incontra Maddy, un'aspirante attrice americana, che nasconde un animo fragile e travagliato. Aaron, bello e sfrontato, riesce a vincere la diffidenza e il risentimento di Julia, ambiziosa 
studentessa di umili origini conosciuta alla facoltà di legge. Josh, il più misterioso e problematico dei tre, architetto dalla vita nomade, si lascia conquistare dall'amore di Niela, una rifugiata somala dal passato oscuro. Con L'estate francese Lesley Lokko conferma il suo talento narrativo capace di emozionare e far sognare, conquistandoci con una storia ambientata in mondi diversi in cui si incontrano culture lontane fra loro. Da Londra, dove la lussuosa villa dei Keeler fa da sfondo a dinamiche e conflitti familiari, a New York, città simbolo di speranze e sogni delusi in cui si conoscono Maddy e Rafe, dai quartieri degli immigrati di Vienna, dove una famiglia di rifugiati somali cerca invano di ricostruirsi una vita, all'Africa delle guerre civili e degli aiuti umanitari che riunisce i destini di Josh e Niela, fino alla Costa Azzurra, dove una lontana vacanza estiva cambia per sempre le sorti dell'intera famiglia.
  •  LEGGI QUI sul sito dell'editore un estratto delle prime venti pagine del romanzo!
L'AUTRICE
Lesley Lokko è nata in Scozia nel 1964 da madre scozzese e padre del Ghana. Cresciuta in Africa, ha studiato in Inghilterra e Stati Uniti. Laureata inarchitettura, ha insegnato presso l’università di Città del Capo. Si è occupata molto di problematiche razziali e della loro relazione con l’architettura. Vive tra
l’Inghilterra, il Ghana e il Sudafrica. Mondadori ha pubblicato Il mondo ai mieipiedi (2004), Cieli di zafferano (2005), Cioccolato amaro (2008) e Povera
ragazza ricca (2010), con un ottimo successo di pubblico.

*ATTENZIONE! FRA TUTTE LE LETTRICI CHE LASCERANNO UN COMMENTO A QUESTO O A ALTRI POST DEL BLOG QUESTA SETTIMANA (FINO A DOMENICA 1 MAGGIO2011) , VERRA' ESTRATTA UNA COPIA DE L'ESTATE FRANCESE!

CONOSCI QUESTA AUTRICE? HAI LETTO ALTRI SUOI LIBRI? TI INTERESSA QUESTA STORIA? LASCI UN COMMENTO.

INSATIABLE - VAMPIRI A MANHATTAN (Insatiable) di Meg Cabot

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Autrice:      Meg Cabot
Titolo originale:      
Insatiable
Genere:      Paranormal romance
Ambientazione:    New York, contemporaneo

Pubblic.  originale:   William Morrow; 1 edition (June 8, 2010) 464 pages
Pubblicato in Italia:   BUR Rizzoli, (20 aprile 2011), 400 pag.
Parte di una serie:     1° della Insatiable series
Livello sensualità:    BASSO

Giudizio :  1/2  DISCRETO

Recensione di Rachele

Meena abita a Park Avenue e lavora come autrice per la seconda serie tv più famosa d’America. Una vita da sogno? Niente affatto. Non solo la promozione che attendeva da un secolo è andata alla sua bionda collega maniaca del fitness. Ma subito dopo i produttori le hanno anche annunciato di voler introdurre un nuovo personaggio nella fiction: uno stupido vampiro. Come se la gente non ne fosse già arcistufa… Se poi a questo si aggiunge che Meena è single praticamente dalla notte dei tempi – e magari c’entra un poco il suo piccolo problema, il “dono” che ha sin da ragazzina di prevedere la morte altrui – non è che ci sia proprio da stare allegri.
Finché, una notte, avviene l’inesplicabile. Un attacco di insonnia spinge Meena ad avventurarsi lungo le strade deserte di una Manhattan addormentata. All’improvviso dalle guglie di un’antica cattedrale si stacca una colonia di pipistrelli che puntano furibondi contro di lei. Solo l’intervento di un misterioso sconosciuto la salverà da una fine orribile. Chi era quell’uomo? Come è sopravvissuto all’aggressione? E, soprattutto, come fare per rivederlo? Quel che Meena non sa, è che le sue domande non resteranno a lungo senza risposta. 
COSA MI E' PIACIUTO
Il libro è ben scritto. Particolarmente tratteggiato nel presentarci i vari protagonisti e comprimari :
Meena Harper è la giovane orgogliosa autrice di INSATIABLE, uno sceneggiato che tiene incollati alla TV milioni di telespettatori da ben trent’anni. Con suo grande dispiacere e rabbia si vedrà rubare la promozione a capo sceneggiatrice da Shoshona, rivale e nipote dei produttori e quindi raccomandata. 
Meena è anche una ragazza particolare perché possiede un ‘dono’:  riesce a sapere, guardando una persona negli occhi, come questa morirà. O almeno ci riesce con tutti, tranne che con Lucien, di lui non riesce a percepire nulla….
Meena abita in un palazzo con suo fratello Jon, da poco licenziato e in piena crisi da ricerca di nuovo lavoro, che per ora  non riesce a trovare. Jon è un ragazzone di facili entusiasmi che nel suo modo insano e discutibile di aiutare la sorella, combinerà solo guai.
I loro migliori amici sono Leisha, unica a sapere e credere del dono di Meena e suo marito David, amico ed ex collega di Jon ,anch’egli licenziato e in cerca di lavoro. Leisha è incinta, aspetta un maschietto che nascerà tra due mesi o almeno così crede, ma le cose non andranno proprio così.
Nello stesso palazzo, sul suo stesso pianerottolo abitano anche Mary Lou Antonescu , una vicina impicciona che appare misteriosamente ogni volta che Meena prende l’ascensore e la accompagna per tutti gli undici piani di salita, e il suo più riservato marito Emil.
Lucien (Dracul) Antonescu è un aitante professore dell’Università di Bucarest (Romania), ed è anche il Principe delle Tenebre . Una telefonata da parte del cugino Emil, che gli comunica il ritrovamento di tre corpi di giovani donne ritrovati completamente dissanguati e ricoperti di morsi,  lo costringe a partire per New York a caccia dell’assassino. Quest’ultimo, infatti ,non può che essere uno di loro, ma chi è che ha osato infrangere un giuramento fatto al principe in persona?  Giunto a New York, Lucien si imbatte subito in due situazioni che cambieranno completamente la sua vita: l’incontro con Meena e l’attacco contemporaneo di uno stormo di pipistrelli. Hanno osato attaccarlo! Chiunque sia stato non  rimarrà impunito.
In città vive Dimitri, il fratellastro che varie volte in passato ha cercato di ucciderlo per usurparne il trono. Dimitri è invischiato in loschi affari che hanno un fine a dir poco demoniaco…….
Alaric Wulf è un rappresentante della Guardia Palatina, una unità militare segreta del Vaticano, nonché cacciatore di demoni e vampiri.  Sarà lui a rivelare ad una incredula e sbalordita Meena la reale identità dell’uomo di cui Meena si è innamorata. Alaric è un uomo che non crede che i vampiri possano avere dei sentimenti buoni, per lui sono solo esseri crudeli che devono essere eliminati, soprattutto da quando qualche mese prima hanno attaccato e quasi ucciso il suo collega ed amico Martin. Alaric farà di tutto per tenere lontana Meena da Lucien e stando con lei arriverà a provare un dolce e inaspettato sentimento per la donna.  

Nel romanzo ci sono vari riferimenti a libri e serie TV. In particolare l’autrice ha fatto riferimento al Dracula di Bram Stocker, Meena Harper infatti ha il nome somigliante a quello della Mina Harker di Stocker. Lucien invece è niente meno che il figlio di Vlad l’Impalatore  e della moglie suicida, donna considerata qui per metà un angelo.
Il cane di Meena invece si chiama Jack Bauer, come il protagonista televisivo di “24”.
Meena inoltre, riesce a percepire la morte di ogni uomo, ma non riesce a ‘vedere’ o ‘sentire’ nulla della morte di Lucien, e anche qui si potrebbero far paragoni con un’altra eroina di paranormal……
Ma tutto ciò  non fa che accentuare il fascino della storia.
L’altra interessante e importante similitudine riguarda, invece, la storia di San Giorgio che uccide il Drago, storia che in questo libro avrà un' evoluzione a dir poco straordinaria. Forse la vera grande sorpresa di tutto il romanzo. 
COSA NON MI E' PIACIUTO…. 
 Premetto come sempre che i gusti son gusti, per cui questo mio giudizio è solo da considerare come un pensiero personale e non vincolante alle vostre decisioni.
Ebbene, io personalmente in un libro, seppur di genere paranormale o urban fantasy che dir si voglia, cerco comunque la componente romance, se poi a questa si aggiunge la giusta dose di azione, il libro è perfetto.
In INSATIABLE l’azione non manca, ma la parte sentimentale lascia un po’  a desiderare, anche perché la nostra eroina ha le idee confuse, o almeno le avrà in seguito. Tuttavia non è la parte sentimentale del libro ad avermi lasciata insoddisfatta, seppure Lucien è meno protagonista di fatto di Alaric che gli ruba ampiamente la scena,  quanto la protagonista  femminile. Lei è stata una delusione crescente per me.
Meena è un' eroina per niente eroica, anzi nel libro è piuttosto ‘piagnona’: piange per ogni evento, è perennemente terrorizzata dal suo ‘dono’, che l’ha segnata sin da piccola e che ancora non riesce a gestire (niente a che vedere con la Melinda di Ghost Whisperer);è costantemente sotto shock per le scoperte e gli eventi che si susseguono attorno a lei, così come è incapace di gestire il trattamento improponibile (per me) di Alaric quando giunge nel suo appartamento…. Per non parlare di quello del fratello Jon nello stesso momento, lo avrei preso a schiaffi!
A un certo punto del libro confesso che il suo rimanere sempre  paralizzata con gli occhioni spalancati e le lacrime fisse in volto mi ha dato sui nervi e me l’ha resa completamente antipatica. Ho fatto quasi fatica a finirlo.  L’unica cosa che forse le dà un po’ di credito la scelta coraggiosa e forse imprevedibile. che Meena farà alla fine. Mi ha restituito la speranza che forse nel prossimo romanzo lei cambierà e che qui lei sia così solo ed esclusivamente perché deve ‘crescere’ e maturare. Spero vivamente sia così!
Poi c’è un piccolo mistero non chiaro: nel libro si accenna alla precognizione –  percezione – stregoneria che  Meena possiede, anche Alaric e Dimitri la considerano una sensitiva dagli incredibili poteri solo che … nella storia questi poteri non compaiono. C’è solo un riferimento al fatto che la ragazza  vede come morirà un uomo guardandolo negli occhi, altrimenti, niente. Manca qualche scena che è stata tagliata? E’ un accenno a qualcosa che forse dovrà accadere? Mah!...
Come sempre, buona lettura a tutte.
Resto in impaziente attesa di vostri commenti per sapere come VOI avete trovato il libro.
Vi saluto.



DA LEGGERE DELLA “Insatiable series”
 1. Insatiable, 2009;- pubblicato IN ITALIANOcome INSATIABLE Vampiri a Manhattan da BUR Rizzoli (aprile 2011)
2.
Overbite, previsto, in America, per l’estate 2011
GUARDA IL BOOKTRALER!

L’AUTRICE

Meg Cabot è autrice di oltre venticinque romanzi che hanno venduto cinque milioni di copie in tutto il mondo.Scrive sia librip er adolescenti che per adulti. Rizzoli ha pubblicato, tra gli altri, The Princess Diaries (che ha ispirato il film Pretty Princess con Anne Hathaway). Per Fazi è uscito il suo racconto La figlia dell’ammazzavampiri.Questo è il primo volume di una serie dedicata a Meena Harper.  Il prossimo uscirà quest'estate.

VI PIACEREBBE LEGGERE QUESTO LIBRO? L'AVETE LETTO E VOLETE DIRCI LE VOSTRE IMPRESSIONI? I VOSTRI COMMENTI SONO BENVENUTI!
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AUGURI DI BUONA PASQUA!


FELICE PASQUA
A TUTTE LE AMICHE
DE LA MIA BIBLIOTECA ROMANTICA!

UN REGALINO PER VOI...

...E TANTI DOLCI MOMENTI  A TUTTE!!!

UN NUOVO NATO...IL ROMANCE!

Quali sono le origini di questo genere letterario che ci fa tanto sognare?
I primi romance a sfondo storico fanno la loro comparsa nel mondo editoriale all’inizio degli anni ’20 del Novecento, in un contesto storico davvero singolare. Siamo negli anni successivi alla Prima
Georgette Heyer
Guerra Mondiale e i reduci, tornati alla vita civile, devono prendere atto di un mondo completamente cambiato: il lavoro nei campi, nelle fabbriche, negli uffici è stato portato avanti quasi totalmente dalle donne che, investite di nuove responsabilità, hanno maturato la consapevolezza del loro valore. Ed è proprio di quegli anni il boom dei mezzi di comunicazione di massa: radio, telefono, cinema, con la diffusione dell’istruzione e dei libri. I primi veri passi verso l’emancipazione delle donne che escono da un ghetto che le ha
tenute prigioniere per… secoli!
In questo clima, Georgette Heyer (1902-1974) e lo scrittore italo-inglese Rafael Sabatini (1875-1950) rilanciano lo stile del romanzo storico-avventuroso. La prima con le sue storie ambientate nel periodo della Reggenza Inglese e l’altro con le avventure di Scaramouche, di Capitan Blood e del Cigno Nero. Ma non sono gli unici: in Francia appare Delly, pseudonimo collettivo di Jeanne Henriette Marie de La Rosière (1875-1947) e di suo fratello Frédéric Petitjean (1876-1949), autori a quattro mani di una serie di romanzi rosa di grande successo dai primi del secolo fino agli anni Quaranta. In Inghilterra invece, nel 1923, pubblica il suo primo libro Barbara Cartland (1901-2000) che arriverà a dare alle stampe la considerevole cifra di 730 romanzi in tutta la sua prolifica carriera.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, al di là dell’Atlantico, una giovane giornalista, divenuta celebre per un’intervista a Rodolfo Valentino, Margaret Mitchell (1900-1949), da alle stampe il suo unico romanzo che resterà nel cuore di intere generazioni, “Via col vento”. Nello stesso periodo, un'altra autrice americana, Kathleen Winsor, pubblica “Forever Amber”. Entrambi i romanzi sono storici: il primo è ambientato durante la Guerra di Secessione degli Stati Uniti e il secondo, che ha come protagonista un’orfana, nel XVII secolo.
In Francia, patria del sentimentalismo, qualche anno più tardi (1957), viene pubblicato il celebre romanzo “Angelica, Marchesa degli Angeli”, la cui vicenda si snoda nella Francia del XVII secolo. Gli autori, due coniugi, Anne (1921-vivente) e Serge Golon (1903-1972) che scrissero ben tredici romanzi con la bella Marchesa come protagonista e da essi vennero tratti cinque fortunati film interpretati da Robert Hossein (Joffrey de Peyrac) e Michèle Mercier (Angelica).
Il genere del romance storico rimase però negletto fino al 1972, quando una scrittrice nata nella romantica Louisiana, Kathleen Woodiwiss (1939-2007), dà alle stampe il suo primo romance, Il Fiore e la Fiamma con l’editore Avon. Era il primo romanzo che seguiva i protagonisti fin nella camera da letto e fu una totale rivoluzione per due motivi: uscì direttamente in edizione “tascabile” anziché con copertina rilegata e venne distribuito anche nei “drugstore” e nei grandi magazzini, non solo nelle librerie. Del libro vennero vendute più di due milioni di copie!
Visto il grande successo, la casa Editrice Avon continuò su questa strada e nel 1974, pubblicò il secondo romanzo della Woodiwiss, Il Lupo e la Colomba, insieme a due romanzi scritti dalla debuttante Rosmary Rogers (1932-vivente).
Uno dei due libri della Rogers, Passione Insolente si vendette in due milioni di esemplari nelle prime tre settimane di pubblicazione. Nel 1976 negli Stati Uniti vennero pubblicati più di centocinquanta nuovi romanzi d’amore a sfondo storico che totalizzarono quaranta milioni di copie vendute.
Le copertine originali di questi romanzi, sia negli Stati Uniti che in Europa, rappresentavano quasi sempre donne leggermente discinte, abbracciate strettamente dall’eroe in questione ragione per cui, questo genere di romanzo, venne soprannominato bodice-rippers, letteralmente, strappatori di corsetti. Nei primi anni Ottanta apparve un articolo sul Wall Street Jurnal che si riferiva ai libri bodice-rippers come «la risposta dell’editoria al più venduto hamburger di Mcdonalds, il Big Mac». L’articolo citava: they are publishing's answer to the Big Mac: they are juicy, cheap, predictable, and devoured in stupifying
Tipica copertina bodice-ripper
quantities by legions of loyal fans (sono succulenti, a buon mercato, prevedibili e divorati in quantità stupefacenti da legioni di leali fans). Oggi molto è cambiato da allora e il termine “bodice-rippers” è considerato insultante dall’industria della letteratura sentimentale. E con buone ragioni, direi!
Il grande successo di questi romanzi creò subito un nuovo stile di scrittura. Esso prende spunto da una finzione a sfondo storico, di solito ben documentato ma che non prevarica mai la storia d’amore tra i due protagonisti. Una eroina “indifesa” intreccia una relazione amorosa con un eroe che, spesso, è proprio colui che l’ha messa in pericolo...
Le protagoniste dei romance hanno, in genere, comportamenti molto vicini a quelli contemporanei e sono più colte delle donne della loro epoca, disinibite e monogame. La loro età è intorno ai diciannove, vent’anni e spesso sono povere e socialmente inferiori ai protagonisti maschili. Questi, al contrario, sono più “esperti”, intorno ai trenta, trentacinque anni e mentre le donne solitamente sono vergini, gli uomini sfoggiano esperienze amorose spesso estreme per quei tempi, vista la prestanza e perchè no, la classe sociale che, nel loro caso, è quasi sempre nobile.
La fantasia delle autrici spazia in ogni periodo storico anche se in genere esse tendono a scegliere periodi ben definiti: l’epoca vichinga (800-1000), il periodo Medievale (938-1485), il Rinascimento (1492-1603), l’epoca Georgiana (1714-1810) l’epopea del West americano (1865-1896), l’epoca della Reggenza (1811-1820) fino al lungo regno della Regina Vittoria (1832-1901).
Nel 2001 negli Stati Uniti sono stati pubblicati quasi ottocento romanzi storici ma negli anni seguenti il numero è gradualmente sceso fino a circa la metà. Nel 2009 La casa editrice Kensington Books ha dichiarato di ricevere meno manoscritti di romanzi storici e che molte delle sue autrici sta cominciando a rivolgersi al contemporaneo. Ma guarda un po’... !


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Esce LEZIONI DI SEDUZIONE di EMMA WILDES (Leggereditore)

Oggi, 21 aprile Leggereditore pubblica un romanzo che sono sicura non mancherà di stuzzicare l'attenzione di tutte quelle amiche che amano gli storici ma con un pizzico di sensualità in più!
E' proprio l' ars amandi, infatti, al centro di LEZIONI DI SEDUZIONE (Lessons from a Scarlet Lady) dell'americana EMMA WILDES, per la prima volta in Italia grazie a questo editore, che ci trasporta ancora una volta nell'Inghilterra Vittoriana, e fa vivere da vicino la storia di una giovane donna che nonostante le rigide convenzioni sociali dell'epoca decide di dare al suo matrimonio una chance di felicità in più...partendo dall camera da letto! E oltre alla storia fra i protagonisti, c'è anche un appassionante subplot fra un'amica della protagonista e il fratello del protagonista. Due avvincenti storie d'amore in una! Un libro da non perdere!
LA STORIA
 Londra 1850. Fra gli scaffali polverosi di una libreria, Brianna scopre un libro scandaloso che farebbe bene a non prendere, pieno di parole che una dama come lei non dovrebbe nemmeno pronunciare. Ma la curiosità è femmina, e Brianna intravede fra quelle pagine la possibilità di dare una veste nuova alla sua vita e al suo matrimonio. È sposata con Colton Northfield, un aristocratico influente e irresistibile, ma freddo e fin troppo rispettoso… I consigli di una cortigiana come lady Rothburg sono ciò che le serve per far innamorare suo marito, e lei è disposta a seguirli alla lettera pur di trasformarsi in una donna coraggiosa e sensuale, una maestra del piacere. Capitolo dopo capitolo, guidata dalla voce audace e senza scrupoli dell’irriverente scrittrice, Brianna scoprirà cosa significa essere una vera donna, svelando nuovi aspetti della propria personalità.

ANDATE QUI, SUL SITO DELL'EDITORE, per leggere un estratto del PRIMO CAPITOLO del romanzo!
L'AUTRICE

Emma Wildes vive nel Midwest con il marito e i tre figli. È una delle autrici più promettenti del romance storico, molto apprezzata negli Stati Uniti e tradotta in diverse lingue. Lo stile raffinato e originale, e la capacità di fondere elementi classici con spunti innovativi, la rendono unica nel suo genere. Quando le chiedono come si guadagna da vivere, lei sorride e risponde: «Sogno tutto il giorno.» E per fortuna alcuni dei suoi sogni prendono vita, trasformandosi in romanzi di rara bellezza. (fonte: sito dell'editore)



Vi piacciono gli storici ambientati in epoca Vittoriana con un pizzico di sensualità in piu'? Lasciate un commento.

LMBR presenta...IN RICORDO DI NOI di Rossella Martielli ( edizioni 0111)

Titolo: In ricordo di noi
Autrice: Rossella Martielli
Casa Editrice: 0111Edizioni
Genere: Mystery/Sentimentale
Data di uscita: Marzo 2011
Codice ISBN: 978-88-6307-058-3 
Pagine: 154
Prezzo: 14.00 euro
Alice ha vent'anni, vive con la madre e nei momenti migliori si sente una ragazza come tante: una vita di provincia, pochissimi amici, un lavoro part-time, l’università e un fidanzato non troppo innamorato. 
I momenti peggiori sono quelli dell'ansia, delle crisi depressive e della paura di non riuscire più a reggere il senso d’inadeguatezza che si porta dietro da sempre. 
Tutto scorre come al solito fino a quando strani incubi iniziano a sconvolgerle le notti e il misterioso ragazzo dagli occhi blu comparso in sogno inizia a frequentare le sue stesse lezioni. Nell'istante in cui i suoi occhi incrociano quelli di Alex, un inconscio presagio la avverte che qualcosa di brutto sta per accadere nella sua vita. 
In un crescendo di angoscia, che come una marea si ritrae soltanto per tornare più forte di prima, inizia a vivere una vita parallela nei sogni, una vita fatta di oscure visioni di morte e irragionevole amore. Complici un misterioso libro venuto dal passato, un’inquietante leggenda e un'antica fontana dalle acque color sangue, realtà e sogno s’intrecceranno sempre più indissolubilmente fino all'invitabile epilogo, quando la morte restituirà un senso a ogni cosa. 

UN ESTRATTO DEL ROMANZO...
(…) Il lento sciabordio dell’acqua le cullava i sensi, tesi fino allo spasmo, mentre col naso all’insù ammirava la distesa scura e stellata del cielo. Il suo manto, tiepido e umido in quella notte di fine estate, sembrava voler proteggere quel momento dagli occhi indiscreti del mondo.
Il loro momento.
Sentiva sotto di sé il lieve tepore della sabbia, mentre con una mano si divertiva a prenderne una manciata e a spargerla tutt’intorno in una miriade di granelli fatati che prima di posarsi turbinavano lievemente nell’afoso scirocco proveniente dall’acqua.
Tutto le sembrava così diverso quella notte. Così magico.
Era stata una giornata di fuoco, in molti sensi.
Sotto un sole cocente che aveva portato la temperatura a sfiorare i quaranta gradi, avevano fatto un bagno in mare praticamente ogni mezz’ora, schizzandosi addosso l’acqua calda e tuffandosi mano nella mano dalle scogliere più alte, per poi tornare a stendersi l’uno a fianco all’altra, rilassati e felici ma ancora più accaldati di prima.
Ogni volta che nei loro giochi acquatici sentiva le braccia di lui afferrarla con forza per stringerla a sé, poteva percepire distintamente il piccolo balzo del suo cuore, che per una frazione infinitesimale di secondo sembrava quasi trattenere il fiato, riprendendo subito dopo a martellare il petto più forte di prima. Una volta, mentre galleggiavano abbracciati a un centinaio di metri dalla riva, spinta da un impeto involontario gli aveva intrecciato le gambe attorno alla vita, attirandolo a sé con un sorriso mentre cercava i suoi occhi sorpresi, colore del mare, accesi di eccitazione.
Erano andati avanti così per tutta la mattinata e gran parte del pomeriggio, a fare lunghe immersioni per poi giacere immobili e senza fiato sugli asciugamani bollenti, lasciando che il sole facesse evaporare una a una le goccioline luccicanti che imperlavano i loro corpi.
E anche la notte erano tornati in spiaggia, cercando rifugio dall’anomala calura di quelle interminabili giornate d’Agosto.
Sentiva il respiro di lui farsi sempre più rapido e spezzato mentre le ricopriva il collo e il viso di piccoli baci, la pelle arrossata dalle ore passate sotto al sole le bruciava a contatto con quelle labbra dure e secche, sempre più avide e pressanti, causandole un lieve dolore che le annodava lo stomaco in una morsa di inconsapevole eccitazione.
Un improvviso capogiro la costrinse a chiudere gli occhi per qualche istante e ad aggrapparsi al corpo che la teneva incatenata a terra, proteggendola e impedendole di scivolare via, una roccia ferma e forte nell’infinito che li sovrastava. Si sentiva debolissima, una bambola languida e arresa, e i suoi pensieri si fecero via via più confusi mentre gli cingeva il collo con le braccia e schiudeva le sue labbra con le proprie.
Fino allora non aveva mai creduto di poter provare certe sensazioni.
Fino allora non aveva mai provato l’assoluta necessità di avere qualcuno così vicino, sempre più vicino, talmente vicino da potersi fondere con lui.
Senza fiato, Alex si allontanò leggermente, costringendola a guardarlo.
«Tu lo sai che io…» balbettò. «Ecco, tu non devi per forza… voglio dire, possiamo aspettare se vuoi.» Si interruppe, l’incertezza e la confusione che si mischiavano al desiderio nei suoi occhi, due pozze profonde e infinite di blu oltremare.
Gli rivolse un sorriso appena accennato, commossa.
Quell’uomo stupendo. Il suo uomo, pensò grata guardando il cielo, dove le stelle sembravano ammiccare pulsando di luce nuova. No, non voleva più aspettare. Non quella sera.
Si passò  la lingua sulla labbra salate, assaporando il sapore frizzante e salmastro della salsedine.
In lontananza il mare continuava a cantare la sua nenia senza tempo e senza fine, scandita dal borbottare ritmico delle onde che s’infrangevano a riva.
«Voglio farlo adesso.» 
Con un sospiro fintamente esasperato, carico di eccitazione a lungo repressa, lui si chinò nuovamente a tempestarle di frenetici baci le labbra, il collo, il seno, mentre con mani esperte si liberava rapidamente della camicia e passava poi a sollevarle la gonna leggera, accarezzandole l’interno coscia sempre più su fino a scoprire l’inconsistente triangolino delle sue mutandine.
Il vento che sfiorò la seta bagnata le provocò un piccolo brivido.
Era questo dunque il piacere? Oltrepassava di gran lunga ogni sua più fervida fantasia.
Tremante, aprì  le gambe e lo accolse dentro di sé, dapprima pochi centimetri sotto la superficie umida dei suoi umori, poi lentamente sempre più  in profondità, fino a strapparle un gemito acuto quando fu trapassata da una potente fitta di dolore.
Fu questione di pochi secondi, e seppe con assoluta certezza che da allora tutto sarebbe stato diverso tra loro. Lei stessa era irrimediabilmente cambiata, anche se non avrebbe saputo dire come.
Alex rimase immobile dentro di lei per dei lunghi minuti, fissandola incerto mentre con un dito percorreva teneramente i contorni del suo viso seminascosto nell’oscurità.
Calde lacrime presero inspiegabilmente a scenderle sulle guance roventi e lui gliele asciugò una a una con le labbra, lentamente, con infinita pazienza e tanti piccoli baci ardenti che le solleticarono il viso fino a strapparle un sorriso.
«Ti amo» le sussurrò semplicemente.
«Ti amo» rispose Alice, ricambiando quello sguardo colore del cielo che sapeva dirle molto più di un milione di parole. 
Lui ricominciò a muoversi piano e i loro corpi s’intrecciarono più stretti, quando un boato tremendo squarciò il silenzio.
Istintivamente alzò gli occhi al cielo e pensò che qualcuno stesse spegnendo le stelle.
Una macchia d’inchiostro, nero come la pece, si era versata sul manto blu. Stava dilagando velocemente, comprendo il pulsare di ogni stella con il suo funereo sudario. Solo l’angoscia che le attanagliava la gola in una morsa di ferro le impedì di urlare.
Terrorizzata e immobile, si accorse confusamente di avere i piedi bagnati.
Com’è possibile? Com’è possibile, se il mare è a parecchi metri di distanza? (…)
L'AUTRICE si presenta...
Ho ventotto anni, sono nata e vivo in provincia di Bari. Laureata in Editoria e Sociologia presso l’Università di Urbino, dopo aver svolto diversi lavori ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alle due passioni della mia vita, la lettura e la scrittura. Attualmente lavoro nel campo dell’editoria e ho ripreso a scrivere regolarmente, vincendo diversi concorsi letterari per racconti. Sia come lettrice che come scrittrice amo spaziare tra generi diversi, ma le mie passioni rimangono i thriller e i saggi di psicologia. A marzo del 2011 la 0111Edizioni ha pubblicato il mio primo romanzo, In ricordo di noi. Sono assolutamente contraria all’editoria a pagamento.

VI E' PIACIUTO QUESTO ESTRATTO? L'AUTRICE SARA' FELICE DI SAPER ELE VOSTRE OPINIONI ARIGUARDO.LASCIATE UN COMMENTO.

NEW PENS FOR ROMANCE presenta GEORGETTE GRIG

Questa nostra speciale rubrica, come sapete , vuole dare visibilItà a tutte quelle aspiranti autrici romance che ancora non hanno pubblicato le loro opere o, se lo hanno fatto, sono fresche di pubblicazione. Noi bibliotecarie romantiche crediamo che ci siano tantissime storie degne di essere lette lì fuori e troppi pochi editori disposti a dar loro spazio. Ma noi abbiamo sempre 'fame' di nuove storie e speriamo di poter dare a queste autrici una mano ad emergere.
Quello di oggi è un  NEW PENS FOR ROMANCE speciale, perchè è dedicato a una alla mia amica e collaboratrice, Vivienne, il cui aiuto alla buona riuscita di questo blog ( e della pagina su Facebook) è più che prezioso. Come molte di voi già sanno, Viv scrive, con il nom de plume di GEORGETTE GRIG, storici romantici, che spero possano vedere presto la pubblicazione. (Viv, scrive anche contemporanei, vi ricordate Il Gatto Rosso?, ma all'altra sua alter ego appassionata di  contemporary romance brillante  daremo spazio un'altra volta). L'estratto che segue è preso da un suo romanzo di fresca stesura e ringrazio fin d'ora tutte le amiche che, dopo che l'avranno letto, ci lasceranno i loro commenti. Buona Lettura!

LA PAROLA ALL'AUTRICE...
Care amiche, non voglio svelare molto della trama. Sappiate solo che il romanzo è ambientato nella New York di fine Ottocento.
I nostri due eroi, lei – Camille Brontee– inglese, lui –Frank Raleigh- americano, un classico self-made man - si incontrano per caso al porto, all’arrivo di lei dall’Inghilterra, e subito l'attrazione scatta fra loro. Un insieme di circostanze fortuite li fa incontrare di nuovo. Lui prima la corteggia in modo decisamente inappropriato poi, spaventato dai suoi sentimenti e non ritenendosi sufficientemente gentiluomo per lei, preferisce tirarsi indietro. Lei, indispettita dal suo voltafaccia, cerca il modo per riconquistarlo. E lo fa una sera, quando Frank, proprietario di un giornale, si reca da lei per offrirle un lavoro. Sulle prime Camille rimane sbigottita da quella proposta, poi si rende conto che un lavoro è proprio ciò di cui avrebbe bisogno per sopravvivere nel Nuovo Mondo. Quello che segue è proprio il brano in cui lui le offre un impiego. Credo non ci sia bisogno di sapere altro.
Grazie.
Georgette.

UN AMORE DI FINE SECOLO
di GEORGETTE GRIG  

Il quartiere dei giornali a NewYork, fine'800
Davanti allo specchio, Camille sciolse i capelli castani e scosse la frangetta impertinente che le incorniciava lo sguardo. Si pizzicò le guance e, spiandosi di sottecchi, provò alcune espressioni tra innocenza e sensualità che l’avrebbero aiutata a far scordare a Mr Raleigh quel suo dannato giornale. Sbattè le lunghe ciglia, poi sapientemente le abbassò in un atteggiamento virginale e remissivo, non privo di malizia. Si leccò impercettibilmente il labbro superiore e si esibì in un sorriso imbronciato che, in teoria, avrebbe dovuto piegare al suo volere ogni uomo dotato di legittimi desideri maschili.
Passò quindi in rassegna l’abito bluette scelto per l’occasione che, pur nell’estrema semplicità, metteva in risalto tutti i particolari che sarebbero serviti a riportare Mr Raleigh sulla buona via. O meglio, sulla cattiva via. Particolari che lui non avrebbe potuto evitare di notare. La vita sottile, il seno ben proporzionato che occhieggiava dalla scollatura profonda, i fianchi stretti ma ben disegnati, un derrière armonioso che il taglio sapiente della gonna sottolineava a puntino. Pur non essendo una donna alta, Camille era di altezza superiore alla media, qualità che si sarebbe rivelata particolarmente vantaggiosa quando fosse venuto il momento di farsi baciare da Raleigh. O di baciarlo.
Sì, quel pomeriggio Frank Raleigh sarebbe ritornato a seguire la sua più intima natura, sarebbe ritornato il mascalzone che in fondo era.
Soddisfatta del suo piano, Camille scese in biblioteca e attese.

Come mi piace immaginare Camille...
Ma le cose, inutile dirlo, seguirono come sempre un corso imprevedibile.
Perché, quando Mr Raleigh fece la sua apparizione, bello come sempre ed ineccepibilmente elegante come non sempre era; quando le si avvicinò e le prese la mano nella sua per sfiorargliela con le labbra, contatto che divampò in lei con la violenza di un fulmine; quando le spiegò il motivo per cui le sere precedenti e quella
sera si era comportato in modo che forse le era apparso curioso  (“Effettivamente”, aveva commentato Camille speranzosa), lei si sentì all’improvviso delusa e incredula, se non intimamente infuriata.
Perché all’improvviso lui, invece di prenderla fra le braccia, le aveva detto:
“Voglio offrirvi un lavoro”.
Un lavoro?
Di tutte le possibili stranezze, stramberie, stravaganze ed eccentricità di questo mondo, quella era la più bizzarra di tutte. A una signorina di buona famiglia un gentiluomo non poteva, non doveva offrire un lavoro. La poteva invitare a passeggio, o a teatro, o persino al ristorante in questo mondo moderno e anticonformista, ma offrirle un lavoro!
E che tipo di impiego, poi, le avrebbe mai potuto proporre?
Sconveniente, forse?
Il mondo le crollò addosso. Ogni sogno impertinente al fianco di Mr Raleigh svanì. Ogni vagheggiata avventura scandalosa e moderna, come in quel paese sicuramente era concesso ad una donna vivere, sfumò.
Ma dopo il primo momento di sconforto e di stupore, la consapevolezza che la sua vita ormai fosse inevitabilmente e definitivamente cambiata scacciò ogni farneticante e insana fantasticheria romantica.
”Un lavoro?”, chiese guardandolo fisso negli occhi, mentre ogni mossa civettuola studiata davanti allo specchio lasciava il posto ad un’espressione concentrata e seria. Perché, al di là di ogni considerazione su quanto fosse opportuno che Mr Raleigh le offrisse un impiego, un impiego era esattamente ciò di cui lei più aveva bisogno in quel momento.
“Domattina verso le nove una carrozza verrà a prendervi e vi porterà al Daily. Darò precise istruzioni in portineria perché vi conducano nel mio ufficio.”
“Mi state offrendo un lavoro al Daily?” chiese lei sempre più stupefatta.
“E’ quello che ho appena detto, Miss Brontee. Ora, perdonatemi, devo lasciarvi.”

”Lasciarmi?” rispose Camille con eccessiva spontaneità e malcelato stupore. Possibile che non riuscisse mai a controllarsi?
“Non vi siete fermato che pochi minuti, questo pomeriggio, di solito rimanete almeno mezz’ora.”
Lui non rispose, ma si inchinò leggermente per congedarsi. E sorrise, come fosse felice. Fece un passo verso la porta, ma lei gli si parò davanti.
Camille al lavoro in redazione
Lui si fermò di scatto.
“Miss Brontee… cosa diamine state facendo?”
”Perché state …scappando?” Incalzò Camille. Aveva usato quel verbo senza troppo riflettere, ma esprimeva secondo lei esattamente ciò che Mr Raleigh stava tentando di fare.
“Miss Brontee, è inappropriato che io mi fermi qui con voi, questa sera.”
Perché ti sei sciolta i capelli Camille, per farmi uscire di senno?
“Mi sembrava che aveste una certa predilezione per tutto ciò che è inappropriato, Mr Raleigh. Avete rischiato di farmi precipitare in uno scandalo al Metropolitan.“
Scostò i capelli e gli mostrò il segno rosso che risaltava sulla pelle bianchissima del suo collo.
Quel gesto, per la verità innocente e non calcolato, scatenò in Raleigh una risposta fisica non prevista. Quasi lei si fosse totalmente offerta a lui, in un gesto di intima sottomissione. Cercò inutilmente di respirare profondamente per allontanare quella pericolosa e conturbante sensazione di potere.
Doveva andarsene prima di commettere un’altra sciocchezza di cui era certo non si sarebbe pentito.
Lei continuava a fissarlo, in attesa di una spiegazione.
“Miss Brontee, Camille”, respirò ancora più profondamente, cercando le parole adatte, “vi domando scusa per il mio comportamento di quella sera. Sono stato un irresponsabile.”
La risposta non piacque a Camille.
Con un cenno di commiato, Raleigh si diresse senza indugi alla porta.
“Eppure –insistette lei, seguendolo-, sembravate irresponsabilmente deciso a proseguire lungo quello stesso, condannabile sentiero. Mi avete anche assicurato che avreste ancora osato e che mi sarebbe piaciuto. Avete perso il vostro coraggio, a quanto pare Mr Raleigh…”
Lui si immobilizzò e si girò aggressivo, con lentezza calcolata.
“Camille, non provocatemi.”
Lo vide stringere i pugni e serrare la mascella.
Sorrise compiaciuta di se stessa.
“Non voglio provocarvi, voglio che mi spieghiate un tale cambiamento del vostro atteggiamento nei miei confronti.”
Mr Raleigh alzò gli occhi al cielo e scosse la testa.
In quel momento non poteva certo rivelarle i motivi per cui invece di prenderla e rovesciarla sul divano, strapparle i vestiti di dosso e farle conoscere ogni delizia e ogni tormento dell’amore fisico, le sarebbe stato debitamente alla larga. Quindi disse, secco:
“Non ammetto di avere una liaison con una mia dipendente.”
Poi si girò e si diresse verso l’uscita.
Ma lei fu più veloce, lo superò e si appoggiò alla porta impedendogli di andarsene.
“Non sono ancora una vostra dipendente.”
La frase le sfuggì dalla bocca come una freccia dall’arco di Cupido, tentatrice e provocante, e trafisse il cuore di Frank Raleigh.
“Camille, non vorrete sfidarmi, spero…Sarebbe una mossa decisamente imprudente.”
Lei fece spallucce come una bimba dispettosa e rimase immobile contro la porta, senza abbassare lo sguardo, senza proferir parola.
Non si mosse neppure quando lui, sorridendo malizioso, le si avvicinò pericoloso, né quando fu raggiunta dal profumo della sua colonia, né dal calore del suo respiro. Non si mosse neppure quando vide i suoi occhi riempirsi di desiderio.
Si sentiva stordita dalla vigorosa, temibile, virile sensualità che Raleigh in quel momento emanava. Ma non poteva scappare, non dopo averlo tanto apertamente provocato.
Un altro passo e i loro corpi si sarebbero toccati.
Camille trattenne il respiro. Lui appoggiò le mani sulla porta, imprigionandola tra le sue braccia.
Lo so, è scorretto usare Richard Armitage/Mr Thornton per Frank, ma
ma che volete farci?
“Mi state porgendo come Eva ad Adamo una mela, Camille? Mi state invitando a compiere ciò che contro ogni mio sano e appagante istinto mi sto sforzando di considerare proibito? State sfidandomi in un gioco in cui io solo potrei vincere, ragazzina?”

Non poteva tirarsi indietro, ora. Ricordandogli che ancora non era una sua dipendente si era offerta a lui su un piatto d’argento. Come poteva essere stata tanto incosciente?
Deglutì e chiuse gli occhi prima di parlare.
“Non sono una ragazzina, Mr Raleigh, sono una donna di venticinque anni e no, non era mia intenzione provocarvi, né sfidarvi in un gioco in cui siete sicuramente più abile di me.”
Lui la fissò con un sorriso di scherno e le si avvicinò ulteriormente, schiacciandola contro la porta.
“Vogliamo provare a giocare, Camille? La vostra logica mi ha convinto ad accantonare i miei principi: non siete ancora una mia dipendente, dopotutto.”
Lei cercò invano di liberarsi.
“Ora basta, lasciatemi Mr Raleigh.”
“Oh, non ancora. Ma vi concedo il vantaggio della prima mossa: sono curioso di capire che tipo di giocatrice siete, prudente o aggressiva?”
Quelle parole la provocarono, le fecero abbandonare ogni piccolo residuo di prudenza, la fecero cadere volontariamente in trappola. Quelle parole, e il calore sensuale che emanava da Raleigh. E così, sciaguratamente, lei agì. Lasciando il suo arrogante avversario basito.
Invece di tentare un’altra fuga, Camille attaccò, sicura e sprezzante come una regina nera contro un pedone bianco.
Si alzò sulle punte dei piedi, fissò Raleigh dritto negli occhi, gli appoggiò le mani sul petto e gli accarezzò le labbra con le sue.
Sorpreso, Raleigh emise un gemito, di smarrimento più che di passione. E rimase immobile.
Non che Camille avesse una grande esperienza in materia, ma in quella circostanza fu come se Casanova in persona le avesse dato lezioni private. Per qualche istante tenne la bocca appena socchiusa su quella di Raleigh… Poi incominciò a mordicchiargli delicatamente le labbra... e infine con la punta della lingua gli solleticò la bocca ormai avida ed esigente.
Il desiderio si impose sulla ragione.
La passione sulla prudenza.
Si persero l’uno sulla bocca dell’altra, le mani di lei tra i capelli scuri di lui, quelle di lui lungo la schiena di lei. La stringeva a sé con forza e determinazione, in un’evidente e primordiale necessità virile di dimostrarle quanto fisicamente la desiderasse.
Voleva prenderla subito.
Georgette Grig


Vi e' piaciuto questo estratto? Cosa ne pensate? Vi piacerebbe leggere tutto il romanzo, ambientato non nella solita Inghilterra ma nella New York di fine '800? Avete domande da fare a Georgette? Aspettiamo i vostri commenti !


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